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La resistenza di ieri, per (r)esistere oggi

di Giulia Molli

23aprile2016VilladossolaMattiello2Ha saputo catturare e mantenere viva l’attenzione del pubblico, durante tutta la durata del suo intervento, Davide Mattiello la sera del 23 Aprile, in occasione degli eventi organizzati a Villadossola per la Festa della Liberazione. 
L’onorevole, membro della Commissione Antimafia, invitato da Libera, ha voluto subito mettere in relazione Libera e il movimento partigiano e l’ha fatto raccontando la storia di Placido RizzottoPlacido Rizzotto, di origine siciliana, fu partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale; finito il conflitto tornò nella terra natìa dove, da convinto sindacalista, si impegnò in favore del movimento contadino e continuò la sua lotta nonostante le intimidazioni di Cosa Nostra, che finì con l’ucciderlo nel 1948. Per Placido Rizzotto la battaglia contro la mafia fu naturale continuazione della Resistenza, perché fu ispirata dalla stessa passione per la libertà e i diritti. Continua a leggere

Commemorazione del 25 aprile

Tra le immagini della commemorazione del 25 aprile, a Verbania, le interviste al partigiano Gianni Maierna, al direttore direttore scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza nel Novarese e nel VCO Mauro Begozzi e al presidente dell’ANPI di Verbania sezione Augusta Pavesi China Ramoni Bussi.
Reazione, libertà e ricordo le parole d’ordine del passato e futuro impegno.

E nessuno potrà più fermare la sua primavera

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di Giulia Rodari

Dopo Ben Ali, la libertà di scegliere
Un morbido tessuto nero lungo fino a terra nasconde il suo corpo e il suo viso, lasciando fuori solo gli occhi castani, colmi di orgoglio e dolcezza, attenti ma discreti. Sono illuminati da una banda di stoffa verde che le abbraccia il volto dai lineamenti delicati. E’ giovane. Indossa dei guanti del colore della pelle più chiara a cui sono fissate le maniche dell’abito perché nulla possa mostrarsi ad occhi stranieri. Da poco tempo questo è il suo abbigliamento, e da due anni quello di sua sorella, presumibilmente al suo fianco con anche gli occhi celati da una fitta retina, perché «voglio – spiega – essere libera, libertà. Voglio scegliere ciò che amo, scegliere ciò che mi piace: i miei vestiti per esempio». Evidente il riferimento all’ex presidente tunisino Ben Ali che, dopo una legge varata negli anni ’90 per vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici, nel 2006 si espresse, insieme ad alcune figure istituzionali, contro l’uso del velo integrale e il mantenimento delle barbe lunghe. Le accuse: essere vettori di oscurantismo, coprire la realizzazione di progetti politici, rappresentare un abbigliamento settario da frangia dura, privare la donna dei diritti conquistati. Quella di Ben Ali fu una battaglia politica per la laicizzazione ed Ennahda fu il partito che fece da capo al fronte islamista, suoi furono i militanti incarcerati e torturati; di conseguenza, suo è l’attuale consenso della popolazione.

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