(Ri)cominciare, tra ricerca e riflessione

di Carlotta Bartolucci

Superata la meritata estate, dove rilassare (ma mai, però, assopire) la mente, con settembre ecco rimettersi in moto i cervelli per ragionare e capire a cosa dedicarsi quest’anno. Così lunedì 10 settembre l’arena di Bureglio si è trasformata in un’agorà dove i giovani del presidio Giorgio Ambrosoli si sono chiesti dove puntare i riflettori impegnando le proprie forze.

A sgomitare ponendosi in cima alla lista è stato il rapporto di Legambiente 2012, dove risulta chiaro come la criminalità organizzata abbia trovato un nuovo business facile e proficuo: le cosiddette Ecomafie. I dati lo dimostrano: nel 2012 nel campo ambientale avvengono 93 reati al giorno in Italia, reati aumentati dal 2011, triplicando nel settore agroalimentare. Nel campo dell’abusivismo con la crisi è avvenuto un tracollo di sole 1000 abitazioni, rispetto alle 35000 nell’edilizia legale. Nascono sempre più discariche abusive a cielo aperto e sotto mare, così come discariche terrene sotterranee, generando il regolare inquinamento delle falde acquifere, sopra le quali sono illegalmente costruiti centri abitativi o commerciali ad insaputa di tutti.
Il “problema monnezza” diventa sempre più urgente e, collateralmente, intacca il campo dell’estrazione.

In un contesto così difficoltoso quali sono gli strumenti di contrasto? Leggi spesso datate e inefficienti che prevedono solo sanzioni di lieve entità? E la società? Qualche luce si accende sul fenomeno, come il nuovo Piano Cave proposto agli enti e alla Regione dalla Provincia di Novara, ma non basta: serve denuncia, consapevolezza, collaborazione; onere democratico che ci siamo sentiti di condividere.

Anche perché tutto ciò si lega a doppio filo con un altro mondo: l’appaltistica. Un mondo tanto vicino a noi (è la quotidianità di comuni, provincie, regioni) quanto lontano: chi è realmente cosciente di quali siano gli ingranaggi e di come girino? Chi sa in che modo la mafia, come ruggine, ne attacchi il corretto funzionamento? E come mai esistono scorciatoie legali per evadere, letteralmente, la legge? Da qui si impone l’esplorazione di questo nuovo campo e un monitoraggio attento e costante.

Ma i vecchi percorsi non vanno abbandonati: da parecchi mesi un allarme si è acceso sul livello di gioco d’azzardo e sull’alto tasso di rischio usura a Verbania, attenzione che va accompagnata e direzionata. Perché questo fenomeno è “un cane che cerca di mordersi la coda, girando la testa dalla parte sbagliata”. Idealmente si cerca infatti di tagliare l’alimentazione a quei sistemi che vi sono alla base, fare un salto indietro e bloccare un’abitudine ormai sempre più integrata nella società; ma al contempo si danno direttive e messaggi che vanno proprio dalla parte opposta.

Tutto questo analizzato in un contesto non solo di infiltrazione, ma vero radicamento e presa di potere della mafia al nord: non in Campania, Puglia, Sicilia; bensì in Piemonte, nelle nostre città.
Principio governante è quello della qualità, piuttosto che la quantità: per questo “solo” quattro tematiche. Tematiche, però, ampie, stimolanti e tutte da esplorare, analizzare e approfondire, ritrovando il gusto della ricerca e della riflessione, ma soprattutto allenando la mente a un educare e vivere civile che porti sempre più alla consapevolezza dei propri doveri, diritti e potenzialità.
Distinguere, per non confondere.

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