Il Presidio Giorgio Ambrosoli nasce nel 2007 come esperienza di Libera sul territorio del VCO. “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è un’associazione che si occupa a livello nazionale di antimafia sociale, fondata e guidata da don Luigi Ciotti. Libera nasce nel 1995, all’indomani del Maxiprocesso e di Mani Pulite, con una grande mobilitazione a cui aderiscono moltissime associazioni; il primo risultato ottenuto è l’approvazione della legge per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie attraverso la raccolta di 1.500.000 di firme. L’obiettivo è quello di liberare l’Italia dalle mafie attraverso una sensibilizzazione continua dei territori, partendo dal lavoro nei beni confiscati per approdare alla formazione nelle scuole.

Nel 2005 vengono creati i presidi, gruppi di persone attivi sui territori che garantiscono presenza costante, lavoro continuativo e formazione approfondita. Il nostro presidio fa parte del coordinamento regionale di LIBERA Piemonte e di “Salvagente”, una rete che si occupa della difesa popolare nonviolenta delle persone a rischio. Il nostro gruppo è composto da una trentina di studenti delle scuole superiori e dell’università che si pone il principale obiettivo di sensibilizzare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola sui temi riguardanti la criminalità organizzata, in particolare concentrandosi sulle problematiche del nord Italia e del Piemonte e fornendo lo strumento dell’antimafia sociale come metodo di contrasto alle mafie.

Il nostro impegno è dedicato a Giorgio Ambrosoli, e la scelta non è casuale: il commissario liquidatore dell’impero di Sindona, voluto nel 1974 per le sue doti e poi ostacolato in ogni modo perché cercava di svolgere il suo lavoro in linea con valori etici e morali, era solito trascorrere le vacanze nella zona di Ghiffa. Ambrosoli accetta l’incarico e un anno dopo scriverà: E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese.” Dopo i primi tentativi di corruzione, l’avvocato viene esplicitamente minacciato, finché non viene ucciso l’11 luglio 1979. Il killer si chiama William Joseph Aricò, e il mandante viene identificato proprio in Michele Sindona.

Giorgio Ambrosoli viene ucciso a Milano, e al suo funerale nessuna autorità è presente. Questo fatto evidenzia il livello di collusione tra mafia e Stato che Ambrosoli aveva cercato di portare in luce, nonché la presenza della mafia al nord da tempi ben antecedenti a quelli che generalmente siamo portati a credere.

Compresa l’importanza della collaborazione con il tessuto sociale presente sul territorio, abbiamo tra gli obiettivi il consolidamento dei rapporti con le istituzioni e le associazioni locali al fine di sostenere progetti tesi a sviluppare le risorse di legalità presenti sul territorio, portando alla maturazione di coscienza civile e partecipazione democratica.

L’evento principale su cui ogni anno i presidi sensibilizzano la cittadinanza è il 21 marzo, Giornata Nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Ma questa non è l’unica data da ricordare: sono molte che abbiamo realizzato sul territorio, dalla presentazione di libri, ad eventi pubblici, passando attraverso spettacoli teatrali e flash mob, cercando la continuità con la rete nazionale e contemporaneamente con il territorio verbanese.

Il nostro ritrovo è settimanale, ogni giovedì alle h.21.00 presso Madonna di Campagna.