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21 marzo Verbania: GRAZIE!

Cari amici e care amiche,

GRAZIE!

Il lavoro di questi mesi è stato intenso e impegnativo, ma se è stato raggiunto questo risultato è anche grazie al contributo che voi avete voluto offrire.

Di per sé, il 2017 ha rappresentato un anno di svolta: il 21marzo è stato finalmente riconosciuto come parte del calendario civile della nostra Repubblica e questo ci ha permesso di celebrare questo momento con una marcia in più.

 A Locri si sono ritrovati in 25.000 e, in tutta Italia, si sono radunate oltre 500.000 persone: 8000 di queste erano presenti nella piazza di Verbania. Il 21 marzo a Verbania è stata una giornata colorata e partecipata, tutto il Piemonte ha voluto abbracciare i familiari delle vittime innocenti delle mafie.

Anche dalla nostra provincia, sono state tante le componenti della società civile e i cittadini che hanno deciso di partecipare.  Tutto questo ha potuto avere luogo grazie a un percorso condiviso e interattivo, dove ognuno ha portato il proprio contributo, nella propria misura e nella propria forma.

Siamo orgogliosi del risultato: quanto abbiamo vissuto deve rappresentare un’ulteriore spinta per andare avanti e ripartire con ancora più energie. Il nostro desiderio è perciò quello di poter continuare a lavorare sul nostro territorio, aperti a ogni forma di contributo. Che l’unione faccia la forza, non è solo vuota retorica: per noi rappresenta un principio imprescindibile, che ha mostrato i propri frutti proprio nella giornata del 21 marzo.

Ancora una volta, GRAZIE da tutta Libera VCO.

Avanti così.

Coordinamento provinciale di Libera VCO

Ecco il racconto della giornata ad opera di giornali e televisioni:

Lettera dei ragazzi del liceo Alfieri e intervista: http://liberapiemonte.it/2017/03/23/sappiamo-dove-locri-e-occupa-un-posto-nei-nostri-cuori/

Articolo di Repubblica: http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/03/21/news/cinquanta-161035747/

Articolo de La Stampa Verbania: http://www.lastampa.it/2017/03/20/edizioni/verbania/cinquemila-giovani-di-libera-a-verbania-uniti-contro-le-mafie-A4xAzNDdjJb3zuP9RW1K0O/pagina.html

Articolo di Futura: http://www.futura.news/2017/03/21/21-marzo-a-verbania-mafie/

Articolo di Eco Risveglio: http://www.ecorisveglio.it/articolo.php?ARTUUID=933F171E-4322-4BAC-8D55-97A748FA1CB3&MUUID=AFA9393B-B907-4AD0-878F-5C402A0A8219

Proiezione “La mafia uccide solo d’estate”

di Claudia Isoli

Manca ormai una settimana al 21 marzo, XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. In vista della manifestazione che si terrà a Verbania, la rassegna di eventi proposta da Libera VCO giunge alla conclusione: il prossimo appuntamento, organizzato in collaborazione con la Biblioteca comunale di Verbania “Pietro Ceretti” venerdì 17 marzo alle ore 17.30, prevede la proiezione del film “La mafia uccide solo d’estate” (Pif, 2013) presso la biblioteca stessa.

A dare inizio alla proiezione sarà l’intervento del magistrato Massimo Terzi, Presidente del Tribunale di Torino. Partendo dalla sua esperienza, introdurrà le tematiche del film con un riferimento al tema dell’area grigia delle mafie, ovverosia quell’insieme di soggetti che, nell’ambito del proprio lavoro, attraverso attività che stanno al confine tra legalità e illegalità, favoriscono la proliferazione delle mafie nel territorio, pur non appartenendo direttamente alla criminalità organizzata. Questo tema, affrontato nell’incontro di venerdì scorso insieme al sociologo Rocco Sciarrone, rappresenta anche uno dei motivi per cui si è scelto di fare la manifestazione a Verbania: l’illegalità non sta solo dentro alla mafia, ma anche dentro la società cosiddetta “civile”. Per questo non si può mai considerarsi immuni e “al sicuro”: è necessario tener sempre alta l’attenzione. Continua a leggere

Incontro “Lo Stato parallelo”

Il 21 marzo è ormai alle porte. La rassegna di eventi promossi da Libera VCO in preparazione a questo momento si avvia verso la conclusione: mercoledì 15 marzo alle ore 21.00, presso la Sala Conferenze del Teatro “Il Maggiore” di Verbania (via al Torrente San Bernandino 49), si terrà il penultimo incontro, intitolato “Lo stato parallelo”.

L’incontro vedrà ospiti i relatori Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia della criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Milano e Armando Spataro, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino. La serata, organizzata nell’ambito della rassegna “Il filo della memoria” a cura della Casa della Resistenza di Fondotoce, sarà moderata da Arianna Parsi, giornalista di Eco Risveglio.

In questa occasione sarà chiesto ai relatori di approfondire il tema dello “stato parallelo” che rappresentano le mafie, in quanto esse si sviluppano e crescono principalmente nei territori dove mancano lo Stato e le sue garanzie: è qui che le mafie si costituiscono esse stesse come “stato”, uno stato dove però non esistono diritti, dove vince sempre il più forte. Come amava dire il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’unico modo per sconfiggere le mafie nelle loro fondamenta è fare in modo che «lo Stato dia come diritto ciò che la mafia dà come favore». Perché se c’è garanzia e solidarietà, se c’è un’economia sana e un sistema di assistenza efficace dello Stato, lo spazio d’azione delle mafie si restringe. In particolare, il professor Dalla Chiesa parlerà delle forme e della struttura delle mafie, mentre il Procuratore Spataro tratterà dei misteri irrisolti d’Italia.

L’area grigia delle mafie: un confine opaco

di Valentina Aiello

Gremita la Libreria “Librarsi Spalavera” di Verbania in occasione dell’incontro “L’area grigia delle mafie: espansione territoriale, collusioni e complicità”, che si è tenuto venerdì 10 marzo. Il professore di Sociologia della criminalità organizzata Rocco Sciarrone, ospite della serata, ha illustrato i tratti distintivi e le dinamiche che caratterizzano la cosiddetta “area grigia” delle mafie.

Servendosi della “cassetta degli attrezzi dello scienziato sociale”, il relatore ha tracciato un percorso di ragionamento partendo dal metodo di espansione effettivo delle mafie. Leonardo Sciascia, nel suo celebre Il giorno della civetta (1961), rappresenta l’espansione mafiosa come un innalzamento della “linea della palma”: la metafora non significa solo l’aumento della presenza degli alberi di palma (identificabili con la presenza mafiosa) ma anche l’aumento delle condizioni climatiche adatte al suo nascere. Il sorgere di nuove locali di mafia, infatti, rappresenta il sintomo, il segnale che nel substrato sociale, economico e politico si è creato un certo ambiente favorevole, quello che per Sciascia è “il clima che è propizio alla vegetazione della palma”. Grazie a questo nuovo punto di vista, le mafie si discostano dalle rappresentazioni quasi mitologiche che loro stesse costruiscono: quando si parla di mafia, non si tratta di forze invincibili e capaci di infiltrarsi dappertutto e sempre. Si tratta di organizzazioni che hanno numerosi punti deboli, il primo fra tutti quello di non poter agire “da sole”, servendosi solo dei propri affiliati, ma avendo bisogno di condizioni di contesto favorevoli. Continua a leggere

Incontro “L’area grigia delle mafie: espansione territoriale, collusioni e complicità”

di Carlotta Bartolucci

Il 21 marzo, “XXII Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di mafia”, si avvicina a grandi passi: per questo la rassegna di eventi organizzata da Libera VCO in preparazione a essa prosegue, infittendosi sempre più. Il prossimo appuntamento vedrà infatti ospite della Libreria “Librarsi Spalavera” (via Ruga n.16 Pallanza, VB), venerdì 10 alle ore 21, Rocco Sciarrone, docente di Sociologia della criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Torino.

Quello di venerdì rappresenta un appuntamento cardine di questo percorso di approfondimento: grazie alle spiegazioni del professor Sciarrone si avrà modo di comprendere ancora meglio le motivazioni che hanno spinto Libera Piemonte a designare Verbania come città ospitante della manifestazione regionale. Autore del saggio “Mafie vecchie, mafie nuove. Radicamento ed espansione”  e di un’indagine sociologica svolta presso la Piana di Gioia Tauro che ha messo in luce i rapporti e le modalità di interazione tra la criminalità organizzata e l’imprenditoria, il professore parlerà infatti del concetto di “Area grigia”. Partendo dall’analisi dei soggetti, dell’organizzazione e dei metodi di espansione in territorio di origine non tradizionale delle mafie, racconterà poi i rapporti tra criminalità organizzata a e società civile: in particolare con quei soggetti, facenti parte dei diversi settori professionali e politici della società, che operano in una “terra di mezzo”, tra legalità formale e illegalità sostanziale. Si analizzerà perciò in quale modo e misura tale “Area grigia” contribuisca alla proliferazione delle mafie: gli atteggiamenti di superficialità, omertà o disinteresse, ma anche di cooperazione e favoreggiamento finalizzati a un arricchimento reciproco, sono infatti un supporto fondamentale per l’infiltrazione e il radicamento delle mafie. Ma ancor più sospetto deve destare il concetto di reciprocità: la cosiddetta “Area Grigia” non è solo uno strumento comodo per le mafie al fine di realizzare affari di “Enterprise syndicate” (cioè volti a stabilire un potere di tipo economico). Essa rappresenta infatti anche un ampio bacino di utenza che ricerca e si avvale della collaborazione mafiosa per ottenere maggiori guadagni, mutuandone tecniche e strategie. E’ una componente della società che contribuisce allo stabilirsi, da parte delle mafie nei territori di nuova espansione, del cosiddetto “Power syndicate”, che si declina con un controllo più o meno capillare del territorio. Continua a leggere

Bruno Caccia: il coraggio della memoria

di Francesca Custodi

Gremita la Biblioteca “Gianfranco Contini” di Domodossola nella serata dal titolo “Bruno Caccia: una storia ancora da scrivere”, momento di preparazione al 21 Marzo, Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Dopo anni di sensibilizzazione riguardo questo tema, mercoledì 1 marzo 2017, il Parlamento della Repubblica ha inserito nel calendario civile del nostro Paese come giornata nazionale, restituendo dignità ai tantissimi uomini, donne e bambini che per colpa delle mafie hanno perso la vita.  Quest’anno, per la regione Piemonte, la Giornata della Memoria e dell’Impegno vedrà la città di Verbania come meta della tradizionale marcia.
Per prepararsi a questo momento, il Coordinamento di Libera VCO, forte della partecipazione attiva dei presídi di Domodossola e Verbania si è impegnato a portare avanti una serie di incontri di preparazione al 21 Marzo.

L’incontro di venerdì 3 marzo non ha destato indifferenza. Continua a leggere

Incontro “Bruno Caccia: una storia ancora da scrivere”

La rassegna di eventi promossi da Libera VCO in vista del 21 marzo prosegue: venerdì 3 marzo, presso la Biblioteca Civica “Gianfranco Contini” di Domodossola (via Rosmini 20), si terrà l’evento “Bruno Caccia: una storia ancora da scrivere”.

La serata vedrà come relatori Davide Pecorelli, giornalista torinese e autore del documentario Bruno Caccia: una storia ancora da scrivere e Andrea Zummo, responsabile della formazione per Libera Piemonte. In questa occasione gli ospiti cercheranno di approfondire la storia di Bruno Caccia, il magistrato ucciso dalla ‘ndrangheta a Torino il 26 giugno 1983, a causa della sua determinazione nella lotta agli affari mafiosi al nord.

Si tratta di una vicenda esemplare: Bruno Caccia è la prima vittima di mafia uccisa nel nord Italia e l’unica vittima uccisa per mano della ‘Ndrangheta, sulla base di un omicidio premeditato e fortemente voluto. La ‘Ndrangheta, infatti, è un’organizzazione mafiosa che si adopera in numerosi ambiti della società e dell’economia utilizzando metodi occulti: la messa in atto di quest’omicidio sottolinea ulteriormente la significatività del lavoro che stava conducendo il procuratore Caccia. Tuttavia, la verità sulla vicenda del suo omicidio è stata a lungo all’oscuro, a causa di numerosi tentativi di depistaggio delle indagini. Una parte di verità è giunta alla luce nel 1993, quando è stato condannato all’ergastolo il boss Domenico Belfiore, mandante dell’omicidio. Per quanto riguarda l’esecutore materiale però, la giustizia non è ancora arrivata a una risposta, poiché il processo contro il presunto esecutore, Rocco Schirripa, è tuttora in corso (per approfondire l’andamento del processo documentato da Libera Piemonte clicca qui).

Ricordare la storia di Bruno Caccia significa andare a fondo in uno dei fenomeni che più stanno caratterizzando il nostro tempo: il radicamento, non più “solo” infiltrazione, delle mafie nel nord Italia.