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XVIII Giornata in ricordo delle vittime delle mafie

Firenze, 16 marzo 2013.
Anche una delegazione verbanese ha partecipato alla XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che ha radunato 150mila persone da tutta Italia.

Il corteo colorato delle tinte del mondo, la lettura dei nomi delle oltre 800 vite spezzate dalla violenza e l’intensità delle parole del presidente di Libera don Luigi Ciotti.

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Fiaccolata in ricordo delle vittime delle mafie

Alcuni amministratori dei comuni della Provincia e della regione Piemonte hanno partecipato nelle prime file del corteo e hanno letto i nomi delle vittime delle mafie. Qui, alcuni loro pensieri raccolti nel corso della serata.

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21 marzo: custode di Memoria, culla di Impegno

di Alessandro Regini

di Greta Spanò

Il 21 marzo, da 17 anni, è celebrato come la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Da alcuni anni realizzata nel sabato più vicino alla data, quest’anno si è svolta a Genova, il 17 marzo: un momento che ha riempito i cuori di tutti i partecipanti con un’ondata di emozioni.
La realtà di Libera Vco, come tante altre in tutta Italia, ha proseguito il ricordo, organizzando una fiaccolata il giorno ufficiale per mostrare la propria voglia di legalità, la propria vicinanza ai territori protagonisti della violenza mafiosa, il proprio desiderio di fare memoria di quelle vite che la mafia ha negato.
Il ritrovo è previsto per le ore 20.30 davanti a palazzo Flaim, poi si parte: il corteo si incammina con un po’ di timidezza, mostrando in alto due striscioni; «La lotta alla mafia è gioia di vivere», cita uno di questi.

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Una partita contro le mafie

Per il pomeriggio di sabato 17 marzo, giorno della celebrazione della XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, tutte le sale e gli auditorium sparsi nella zona del Porto Antico, meta finale del corteo, allo scoccar delle 14.30 si sono gremiti di gente.

di Camilla Cupelli

«La mafia cerca denaro e potere: ovunque li trovi, vi si insinua, anche nel calcio». Così don Pino De Masi, responsabile di Libera nella zona della Valle del Marro, ha riassunto il problema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del pallone durante il seminario “Una partita contro le mafie” che ha visto la partecipazione dell’ex giocatore del Napoli e allenatore della Nazionale Under 21 Ciro Ferrara e del giornalista della Gazzetta dello Sport Francesco Ceniti. Davanti ad una platea ricca di giovani, don Pino ha ribadito l’importanza dell’azione quotidiana contro le mafie: «La nostra quotidianità è ricca di gesti comuni che possono fare la differenza: uno di questi è insegnare ai ragazzi a non andare a giocare nei campetti costruiti dai mafiosi. Ma questo non è affatto scontato in territori dove la maggioranza degli stadi e dei centri sportivi non sono costruiti con soldi puliti».

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La notizia prima di tutto?

Per il pomeriggio di sabato 17 marzo, giorno della celebrazione della XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, tutte le sale e gli auditorium sparsi nella zona del Porto Antico, meta finale del corteo, allo scoccar delle 14.30 si sono gremiti di gente.

di Carlotta Bartolucci

L’oggetto del desiderio di molta gente, assetata di sapere, conoscere, riflettere, erano infatti le conferenze, dibattiti e spettacoli organizzati da Libera per approfondire e analizzare i diversi volti della peggior piaga italiana, di cui, al giorno d’oggi e da parecchi mesi a questa parte, Genova è ripetutamente vittima.

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La sera prima, le lacrime di Lella Costa

17 marzo, Genova ospita la XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La sera della vigilia, Lella Costa da voce a “Le Ribelli” raccontate nel libro di Nando dalla Chiesa.

di Bianca Fiore

Cammino per le strade della città, “marmoreo gigante”, diretto al suo cuore. Tipico di Genova: un secondo prima i miei passi rimbalzano sulle pareti dei palazzi, assordanti, ma dietro l’angolo mi attende la folla. Escono dalla metro e dai bus, arrivano a piedi, in bicicletta, signori distinti stretti nei cappotti e gruppi di ragazzi, qualche boy scout in divisa. So che non mancheranno tanti familiari di vittime innocenti di mafia, è per loro questo spettacolo, è per tutti coloro che sono venuti a stringersi insieme nella giornata di memoria e impegno. Mi lascio avvolgere.

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