Archivi tag: verbania

Gioco d’azzardo, tra lobby e Stato

 

di Alice Baroni e Silvia de Medici

Venerdì 8 febbraio, presso lo spazio giovani comunale Il Kantiere, si è tenuto il primo incontro del ciclo “Il potere del denaro”, organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera Vco. “Scopriamo le carte”, grazie alla presenza degli ospiti Mauro Croce, responsabile del settore Educazione Sanitaria dell’ALS 14 di Verbania, e Massimo Terzi, presidente del tribunale di Verbania, ha fornito un’interessante possibilità di riflessione sul ruolo del denaro nella nostra cultura.

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Le scuole vanno a pezzi

di Camilla Cupelli

La scuola italiana naviga da tempo in cattive acque: tra riforme più o meno giuste, tagli ai bilanci ed edifici poco sicuri quello dell’istruzione sembra uno dei settori più in crisi del nostro Paese. Due anni fa, però, con una delibera della Gazzetta Ufficiale n°32/2010 del 14/09/2010 n.215, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ndr) ha annunciato l’erogazione di centinaia di migliaia di euro in favore di una serie di scuole italiane, tra le quali diverse nella Regione Piemonte, che necessitavano, e necessitano tutt’ora, di manutenzione straordinaria in materia di edilizia scolastica. 81 scuole piemontesi, tra le quali tre nella zona del Verbano-Cusio-Ossola, hanno fatto richiesta per ottenere questi fondi, senza successo.

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Da San Sebastiano a Brindisi

In ricordo di Melissa e contro l’assurda violenza perpetrata verso gli studenti della scuola Francesca Morvillo di Brindisi.
Il Coordinamento Regionale di Libera Piemonte, composto dai referenti dei sei coordinamenti provinciali e dai responsabili degli oltre 40 presidi di tutto il territorio, si unisce alla manifestazione indetta alle 18.30 in piazza San Carlo a Torino e contestualmente in tante altre piazze del Piemonte.
Qualunque sia la matrice di questo inaudito gesto, non possiamo che fermarci a riflettere su ciò che è avvenuto e far sentire la nostra vicinanza alle vittime dell’attentato e alle loro famiglie, tenendo alta l’attenzione sulle indagini e in attesa di capire chi possa avere interesse a seminare terrore e a mietere vittime innocenti.
Il Coordinamento è riunito per due giorni in Cascina Caccia, bene confiscato alla ‘ndrangheta (alla famiglia Belfiore) e situato a San Sebastiano da Po.
Non c’è per noi modo migliore per assumerci parte di responsabilità in questa vicenda: presidiando un bene confiscato, tenendo stretti i nodi della nostra fittissima rete regionale, lavorando per un’Italia migliore, oggi più di ieri.

Il Coordinamento Regionale di Libera Piemonte

E anche Verbania c’era.

Un nuovo ponte con il cineforum di Ycarus

di Carlotta Bartolucci

Marzo è un mese speciale: è il mese della primavera, che giunge e risveglia gli animi, rende l’aria frizzante e profumata, regala vesperi sempre più lenti e intensi, mattine leggere e luminose. Marzo è il mese della rinascita, dei desideri, delle passioni, della voglia di fare. Una voglia di fare che non si assopisce mai, che ha sempre ben chiara davanti agli occhi la meta comune, che sia inverno, estate, autunno, ma che a Marzo in special modo, deve liberarsi, contagiare, esplodere. Perché il 21 Marzo, primo giorno di primavera, è la giornata che Libera dedica all’impegno e alla memoria delle vittime innocenti di mafia. 21 Marzo è il momento in cui Libera festeggia: genti da tutta Italia che si ritrovano insieme, tutte diverse ma tutte legate dal filo resistente degli ideali; è il momento in cui Libera sostiene padri, mogli, sorelle, fratelli, nipoti, zii, persone che portano il fardello del ricordo dei propri cari, persone che oggi lottano per il rispetto di quelle vite spezzate, persone che non hanno bisogno di essere compatite, ma di essere confortate, sorrette, spronate. Infine 21 Marzo è il momento in cui viene restituita la dignità: ogni anno ci si sofferma a pensare e, dal primo all’ultimo, senza distinzioni e con eguale rispetto, si pronunciano i nomi di chi, a causa del proprio coraggio e della sana testardaggine a non voler piegare la testa, oppure a causa di un’infausta casualità, è stato schiacciato dal peso dell’indifferenza e delle mafie. Continua a leggere

La quinta mafia: un consolidato senso di antistato

di Greta Spanò

Nella storia il virus dell’illegalità e della corruzione è stato in grado di superare i confini dello stivale italiano, di scavalcare le barriere europee fino a mirare a rotte di respiro più internazionale.
Eppure nel nord Italia la popolazione e la sua rappresentanza politica spesso si sono sentite immuni a questo germe, come se fosse incompatibile con il loro DNA. Una terribile presunzione quella di non sentirsi esposti, che ha permesso ancora di più alle mafie di radicarsi in profondità e di fare proprio del territorio il sistema malavitoso.
La Lombardia, come altre regioni settentrionali, non è stata in grado di attivare gli anticorpi adatti e ha permesso che la contaminazione proliferasse sensibilmente, lasciando alla società la responsabilità di una trasformazione invasiva.
Esistono parecchie storie a riguardo: vite di chi ha scelto di affiancare la mafia per ricevere protezione, oppure di chi ha deciso di collaborare con la giustizia e credere in un ideale per un futuro diverso, o semplicemente di persone a cui il futuro è stato spezzato senza ritegno dall’egoismo di un popolo omertoso.

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Liceo Cavalieri: scegliere da che parte stare

Con Giulio Cavalli, giornata di formazione del Liceo B.Cavalieri e dell'Istituto L.Cobianchi

di Carlotta Bartolucci

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, è questo il nome dell’associazione che nel 1995 nacque con lo scopo di contrastare la criminalità organizzata.
Associazione che per tutti questi anni l’ha contrastata attraverso la memoria e l’impegno, non facendo mai offuscare le immagini delle stragi, mantenendo vivo il ricordo delle vittime innocenti di mafia e sostenendo i familiari. L’ha contrastata attraverso il riutilizzo dei beni confiscati, restituendo il maltolto alla società e trasformando un luogo di criminalità in un luogo sede di cultura, associazionismo, lavoro corretto e sogni. L’ha contrastata attraverso il conforto, dando sostegno personale, fisico e talvolta economico a chi ha deciso di rinunciare alla propria quotidianità per denunciare, far conoscere, svelare le trame ed i metodi insidiosi e striscianti delle mafie. Ma l’ha contrastata, soprattutto, dando a migliaia di persone un qualcosa in cui credere: fare antimafia sociale, principale obiettivo di Libera, significa combattere contro i comportamenti mafiosi spesso troppo espliciti nelle abitudini della gente per essere visti come ‘pericolosi’, ma che rendono una società fertile all’insediamento della mafia. Diceva Rita Atria, vittima di mafia di soli diciassette anni: «prima di tutto, bisogna uccidere la mafia che c’è in noi».

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Il Kantiere: perché il nostro sogno continui a crescere

Ogni sogno ha bisogno di una casa dove essere cresciuto.
Senza uno spazio, mentale oltre che fisico, dove incontrarsi con chi condivide le stesse speranze, le stesse paure;
senza quel calore famigliare che trasmette l’entrare in un luogo che, più che un insieme di mura, è una comunità di idee, una fucina di futuro;
senza una dimensione dove poter fondere le facce amiche col divertimento sano, la cultura, il confronto di pensieri.
Senza tutto questo nessun sogno cresce: noi che viviamo il Kantiere lo sappiamo bene.
Per questo ci uniamo all’accorato appello di Matteo Pelletti, dei ragazzi dell’associazione “Cool” e di “Associazioni a distinguere”.
Perché il nostro sogno continui a crescere.

Il calendario Maya si arresta il 21 dicembre del 2012.
L’immagine disegnata nell’anno 600 circa, è quella dell’acqua che distrugge il mondo, fuoriuscendo dai vulcani, dal Sole e dalla Luna generando oscurità che prevale sulla luce…Bella.
Poi magari non sarà la fine del Mondo ma erano solo stanchi di continuare a scrivere il calendario (1400 anni è una bella fatica!), fatto sta che anche il Comune di Verbania ha voluto dare il suo contributo alla profezia Maya, addirittura anticipando i tempi:
il primo febbraio 2012 finirà l’esperienza dello Spazio Giovani Comunale “il Kantiere” di Possaccio, almeno come conosciuta da molti finora.
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Pace si è, ed è qualcosa che si da agli altri: Marcia Perugia-Assisi


di Greta Spanò

Sole, caldo, piedi nudi che dopo qualche passo diventano un tutt’uno con l’asfalto.

Basta un’atmosfera come quella della marcia Perugia-Assisi del 24 Settembre scorso che tutto questo passa in secondo piano: l’aria è piena di buona musica e di qualche voce sempre pronta a cantare o a confrontarsi con nuove conoscenze, di persone che ballano lungo la strada, ridono e si abbracciano. Ovunque si respira gioia.

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La provincia dei sì


di Camilla Cupelli

Il 12 e il 13 giungo il nostro Paese di è regalato un grande prova di partecipazione attiva alla politica, raggiungendo il quorum per un referendum che potrebbe segnare una svolta democratica epocale.

Anche Verbania non si è sottratta al dovere della partecipazione, toccando picchi che difficilmente ci si sarebbe aspettati. La percentuale dei votanti è, infatti, del 55,6% nel comune e del 54,3% in provincia. Certo, paragonata ad altre città del nord Verbania resta indietro (Torino tocca il 61,6-61,7% e in Trentino si vola oltre il 64%), ma nella media nazionale il contributo del VCO resta importantissimo.

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Benvenuti…

di Camilla Cupelli

A Verbania Libera è rappresentata dal Presidio Giorgio Ambrosoli, un Presidio composto da giovani che lavorano attivamente nell’antimafia sociale perché credono in un sogno comune: un’Italia libera dalle mafie.

La dedica del presidio a Giorgio Ambrosoli non è casuale: il commissario liquidatore dell’impero di Sindona, scelto nel 1974 per le sue doti e poi ostacolato in ogni modo solo perché cercava di svolgere il suo lavoro in linea con un insieme di valori etici e morali che dovrebbero essere condivisi, passava spesso le vacanze nella zona di Ghiffa. Così accoglie Ambrosoli la richiesta dell’incarico: “E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese.” Dopo i primi tentativi di corruzione, Ambrosoli viene esplicitamente minacciato, finchè non viene ucciso nella notte dell’11 luglio del 1979. Il killer si chiama William Joseph Aricò, e il mandante viene identificato proprio in Michele Sindona.

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