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La resistenza di ieri, per (r)esistere oggi

di Giulia Molli

23aprile2016VilladossolaMattiello2Ha saputo catturare e mantenere viva l’attenzione del pubblico, durante tutta la durata del suo intervento, Davide Mattiello la sera del 23 Aprile, in occasione degli eventi organizzati a Villadossola per la Festa della Liberazione. 
L’onorevole, membro della Commissione Antimafia, invitato da Libera, ha voluto subito mettere in relazione Libera e il movimento partigiano e l’ha fatto raccontando la storia di Placido RizzottoPlacido Rizzotto, di origine siciliana, fu partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale; finito il conflitto tornò nella terra natìa dove, da convinto sindacalista, si impegnò in favore del movimento contadino e continuò la sua lotta nonostante le intimidazioni di Cosa Nostra, che finì con l’ucciderlo nel 1948. Per Placido Rizzotto la battaglia contro la mafia fu naturale continuazione della Resistenza, perché fu ispirata dalla stessa passione per la libertà e i diritti. Continua a leggere

Ricordare il giugno 1944, per tutti coloro che hanno “scelto di scegliere”

di Valentina Aiello

Foto di Morena Colombo

Foto di Morena Colombo

Ogni anno, nel mese di giugno, la cittadinanza del Vco sente il bisogno di ricordare delle storie, dei nomi, che nessuno dovrebbe dimenticare. Ogni anno, nel mese di giugno, ricorre l’anniversario di uno dei periodi più bui della nostra storia: si ricordano simbolicamente tutti i 1200 caduti della Resistenza partigiana delle province di Novara e Vco, insieme a tutte le vittime della sanguinosa potenza nazifascista che ha tristemente reso famoso il nostro Paese. Ma perché è stato scelto proprio il mese di giugno per ricordare simbolicamente tutta la Resistenza, che ha attraversato quasi due anni della nostra storia (dal 8 settembre 1943 al 25 aprile 1945)? Solo nel giugno 1944, la violenza nazifascista trucida circa 170 persone tra partigiani e civili.

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25 aprile: 69 anni di Libertà

di Valentina AielloierioggiR

25 Aprile 2014. Il corteo sfila nelle vie di Verbania, carico di emozione e composto dalle più varie sfumature di età. Nella calda aria della mattina, si alzano i cori della Resistenza, si cammina tutti insieme, fino al lago, dove avviene il raduno e i riconoscimenti ufficiali; la banda intona canzoni partigiane.

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Ricordare è resistere

di Silvia De Medici

Era il 20 giugno 1944 quando 43 partigiani, catturati dai soldati delle SS naziste durante i rastrellamenti in Val Grande, furono fucilati a Fondotoce, dove oggi sorge il monumento commemorativo della Casa della Resistenza.
Picchiati selvaggiamente il giorno prima nelle cantine di Villa Caramora, furono poi condotti dai loro aguzzini fino al luogo del martirio.
Furono fatti passare per i centri abitati di Intra, Pallanza, Suna e Fondotoce, affinché ogni cittadino potesse guardare quell’infame corteo preceduto dal cartello, fatto sostenere in testa alla marcia da Cleonice Tommasetti e dal tenente Ezio Rizzato, che recitava: «Sono loro i liberatori d’Italia oppure sono i banditi?».

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Fiaccolata di Libera-zione!

La sera del 24 aprile a Verbania si è tenuta una fiaccolata per commemorare la Festa della Liberazione, organizzata dall’ANPI Verbania – sezione Augusta Pavesi, dal presidio Giorgio Ambrosoli e dall’associazione 21 marzo. Durante il corteo centinaia di persone hanno sfilato per le vie del centro con le fiaccole in mano. Al termine, sotto la tettoia dell’imbarcadero vecchio, musica del coro Volante Cucciolo e letture.

Commemorazione del 25 aprile

Tra le immagini della commemorazione del 25 aprile, a Verbania, le interviste al partigiano Gianni Maierna, al direttore direttore scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza nel Novarese e nel VCO Mauro Begozzi e al presidente dell’ANPI di Verbania sezione Augusta Pavesi China Ramoni Bussi.
Reazione, libertà e ricordo le parole d’ordine del passato e futuro impegno.

Il ricordo e il testimoneIl nostro 25 aprile

di Giacomo Molinari

I suoi piccoli occhi chiari si stringono mentre, appeso al gagliardetto dell’ANPI, ascolta l’orazione ufficiale del professor Begozzi, di fronte al monumento ai caduti.
Si legge in quello sguardo l’emozione che lo assale ripensando alla sua gioventù, a quell’esperienza resistenziale incarnata dallo slavato fazzoletto verde, simbolo della sua brigata, che gli scende sulle spalle. Magari ripensa ai suoi compagni, alle fughe, alle battaglie, ma anche alla gioia di stare insieme, all’amicizia forgiata dalle stesse speranze per il futuro, temprata dal fuoco dei combattimenti.
Arialdo, e Gianni con lui, è una delle figure storiche della Resistenza nel VCO.
E anche quest’anno ha voluto essere in prima fila nelle celebrazioni organizzate dall’ANPI e da Libera per ricordare la Liberazione dal nazifascismo e il lascito da essa consegnatoci.
Due i momenti in cui la cittadinanza di Verbania si è trovata per festeggiare quest’importante anniversario.

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