Archivi tag: ‘ndrangheta

“Loro mi cercano ancora”: la forza di Maria Stefanelli

di Isabella Caporossi

10marzopost1Martedì 10 marzo la Casa Don Gianni di Domodossola ha avuto ospite la direttrice di Narcomafie Manuela Mareso, che ha presentato il suo libro-intervista “Loro mi cercano ancora”. Il libro racconta la vicenda della testimone di giustizia Maria Stefanelli, sorella di Antonio Stefanelli e figliastra dell’omonimo Antonino, entrambi esponenti della cosca ‘ndranghetista ligure. Si tratta di una lucida analisi dell’esperienza che la moglie di un boss si è trovata ad affrontare quotidianamente per anni e dei motivi che l’hanno spinta a parlarne. Continua a leggere

Pino Masciari, «quello che voglio è essere libero»

immagine tratta dal sito pinomasciari.it

di Valentina Aiello e Silvia De Medici

Quella di Giuseppe Masciari, per gli amici Pino, è una storia di resistenza, che sembrerà paradossale ai giorni d’oggi. Racconta la storia di un popolo oppresso da aguzzini che vogliono imprimere la loro legge tramite paura, armi e violenza. Ma questi aguzzini non sono comuni persecutori: appartengono alla ‘ndrangheta, la più potente società criminale al mondo. E di fronte a loro uno non ha molta scelta: o accetta, piegando la testa, voltandosi dall’altra parte, tacendo, pagando il racket, perdendo la propria dignità, o si rifiuta, facendo valere i principi di legalità, di giustizia, di libertà, di uomo onesto. Ma questa persona può farcela solo se alle sue spalle c’è un sostegno. Di uno Stato, ad esempio. Perché chi rimane solo, isolato, diviene una facile preda di fronte ad un esercito così potente.

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Vento di Potere ‘Ndranghetista

di Camilla Cupelli

«Avete mai giocato a carte? Si possono fare molti giochi con le carte. Quattro semi, le figure, il cavallo, il Re… Chiunque sa che per vincere ci vogliono abilità e fortuna. Poi ovviamente sta al giocatore non farsi ipnotizzare, non cadere in quel labirinto che ti fa perdere il senso della realtà. […] Avete mai provato a guardare ogni singola carta, ma veramente? Vi siete mai chiesti se sia davvero possibile leggerci dentro un destino?». Ad esempio il tre di spade rappresenta una perfetta simmetria, una forza violenta legata da un nastro rosso come il sangue. Le coppe, invece, sono ermetiche, nascondono con cura.
Queste le metafore sottese allo spettacolo Vento di potere realizzato dalla Compagnia teatrale Tromba del trambusto e dal presidio di Libera Harry Loman, in scena per la prima volta venerdì 13 gennaio a Torino. Lo spettacolo richiama l’attenzione sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste nel nord Italia. E di cose da dire, in effetti, ce ne sono molte. La ‘ndrangheta è definita nel rapporto del 2011 della DNA come «la più potente delle mafie italiane», e non solo.

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Operazione Nuovo Potere: Pizzi condannato per armi

di Giulia Rodari

«Ne avete uno anche a Verbania? – Si, ne abbiamo avuto uno anche a Verbania. – Già preso? – Si, già preso. – Ma chi è, quello là? – Si è lui. Bruno, Pizzi Bruno. Di Domodossola, in provincia di Verbania». È il dialogo avvenuto durante la conferenza stampa del 13 gennaio 2010 a Reggio Calabria dopo il blitz notturno condotto dall’Arma dei Carabinieri che ha portato all’emissione di 27 ordinanze di custodia cautelare.
La mattina seguente davanti alla stazione dei carabinieri di Melito Porto Salvo una decina di macchine scortate dal doppio dei carabinieri si prepara con i lampeggianti accesi. Gli arrestati vengono scortati all’esterno della caserma: c’è chi non si guarda intorno e si lascia trasportare, chi abbassa lo sguardo, chi sorride e saluta gli spettatori, chi guarda nell’obiettivo senza emozioni.

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Domodossola, operazione “Nuovo potere”: gli affari non hanno famiglia né dimora

di Giulia Rodari

«Il nuovo potere non ha famiglia» sono le parole registrate durante un’intercettazione telefonica e che il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha utilizzato per spiegare come le ‘ndrine Zavettieri e Pangallo-Maesano-Favasulli abbiano invertito rotta al fine di soddisfare gli affari.
Infatti, i due clan che fino alla fine degli anni ’90, durante il periodo noto come la Faida di Roghudi conclusosi dopo oltre 50 vittime, erano in contrapposizione hanno accantonato il passato per un futuro di collaborazione nelle zone di Roccaforte del Greco e Roghudi (RC).

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