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Incontro “Lo Stato parallelo”

Il 21 marzo è ormai alle porte. La rassegna di eventi promossi da Libera VCO in preparazione a questo momento si avvia verso la conclusione: mercoledì 15 marzo alle ore 21.00, presso la Sala Conferenze del Teatro “Il Maggiore” di Verbania (via al Torrente San Bernandino 49), si terrà il penultimo incontro, intitolato “Lo stato parallelo”.

L’incontro vedrà ospiti i relatori Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia della criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Milano e Armando Spataro, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino. La serata, organizzata nell’ambito della rassegna “Il filo della memoria” a cura della Casa della Resistenza di Fondotoce, sarà moderata da Arianna Parsi, giornalista di Eco Risveglio.

In questa occasione sarà chiesto ai relatori di approfondire il tema dello “stato parallelo” che rappresentano le mafie, in quanto esse si sviluppano e crescono principalmente nei territori dove mancano lo Stato e le sue garanzie: è qui che le mafie si costituiscono esse stesse come “stato”, uno stato dove però non esistono diritti, dove vince sempre il più forte. Come amava dire il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’unico modo per sconfiggere le mafie nelle loro fondamenta è fare in modo che «lo Stato dia come diritto ciò che la mafia dà come favore». Perché se c’è garanzia e solidarietà, se c’è un’economia sana e un sistema di assistenza efficace dello Stato, lo spazio d’azione delle mafie si restringe. In particolare, il professor Dalla Chiesa parlerà delle forme e della struttura delle mafie, mentre il Procuratore Spataro tratterà dei misteri irrisolti d’Italia.

Questi “nostri” vent’anni

Cronache dal terzo Raduno nazionale dei Giovani di Libera.

alcuni partecipanti al termine del Raduno – foto tratta da Libera.it

di Giacomo Molinari

Vent’anni, nel grande percorso della Storia con la “S” maiuscola, sono un periodo di tempo irrisorio. Meno della tenuta di qualsiasi impero, meno della durata della vita politica di alcuni personaggi, meno della longevità di ogni sistema di governo.
Eppure, ogni tanto si verificano quelle strane convergenze di interessi che fanno si che una stagione così breve lasci, nel bene e nel male, segni indelebili nella vita di un Paese; spinte radicali capaci di modificare assetti considerati immutabili, costringendoci a ripensare il nostro vivere comune in relazione a eventi che nessuno poteva (o voleva) prevedere.

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Per formare e proporre Rapporto dell’Osservatorio di Libera Novara

di Giulia Rodari

«Perché Libera ha degli osservatori? Perché – risponde José, referente di Libera Piemonte, alla sua stessa domanda – cerca di studiare, comprendere, approfondire. Perché crediamo che sia fondamentale fare da ponte tra realtà diverse, tra professionalità diverse, portando anche la nostra sensibilità e le nostre capacità, con tutti i limiti di essere sentinelle sul territorio.
Crediamo che sia fondamentale incrociare dati che a volte ci sono ma che spesso le persone non conoscono, per riuscire a fare formazione e per rendersi conto di quello che accade sui territori. Così da fare proposte concrete».

Studio e approfondimento che Libera Novara ha consolidato attraverso l’istituzione di un proprio osservatorio, poco più di un anno fa. Ha iniziato con quello che sembrava un lavoro da poco, la rassegna stampa degli articoli riguardanti i fatti di criminalità che interessavano Novara e il Piemonte, espandendosi poi verso il Nord e l’Italia intera. E, invece, si è aperto un mondo. Sono emersi tante concise notizie, tanti dati apparentemente slegati che creano un quadro illegale ben più complesso.
Si è aggiunta l’analisi di ordinanze di custodia cautelare e sentenze delle operazioni antimafia che hanno interessato territori piemontesi e lombardi negli ultimi due, tre anni. Per scoprire che, certe vicende, non sono poi così lontane.

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La sera prima, le lacrime di Lella Costa

17 marzo, Genova ospita la XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La sera della vigilia, Lella Costa da voce a “Le Ribelli” raccontate nel libro di Nando dalla Chiesa.

di Bianca Fiore

Cammino per le strade della città, “marmoreo gigante”, diretto al suo cuore. Tipico di Genova: un secondo prima i miei passi rimbalzano sulle pareti dei palazzi, assordanti, ma dietro l’angolo mi attende la folla. Escono dalla metro e dai bus, arrivano a piedi, in bicicletta, signori distinti stretti nei cappotti e gruppi di ragazzi, qualche boy scout in divisa. So che non mancheranno tanti familiari di vittime innocenti di mafia, è per loro questo spettacolo, è per tutti coloro che sono venuti a stringersi insieme nella giornata di memoria e impegno. Mi lascio avvolgere.

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Mafie al nord: nuove espansioni della criminalità organizzata

di Camilla Cupelli

Il sette e l’otto ottobre si è tenuto a Torino un seminario di approfondimento sul tema delle Mafie al Nord organizzato da Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie.
Due giorni di conferenze e seminari che hanno visto partecipare numerosi esponenti della lotta alla criminalità organizzata a tutti i livelli, da quello sociale a quello istituzionale. Alla Fabbrica delle “e” in corso Trapani sono infatti arrivati 500 partecipanti da tutta Italia per seguire gli incontri su uno dei temi più urgenti per il nostro Paese, nonché per il nostro territorio: basti pensare all’operazione Minotauro o all’operazione Crimine per accorgersi della dimensione del problema.

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Dalla mafia tradizionale ai colletti bianchi

di Camilla Cupelli

8 ottobre: incontro con Nando dalla Chiesa e Antonio Ingroia

Nel 2011 nel nord Italia sono stati confiscati 1392 beni, che equivalgono all’11% delle confische nazionali. Di questi, 248 sono aziende. Nell’ultimo anno si sono registrate inoltre 37.000 azioni finanziarie sospette, il record degli ultimi decenni. Con questo scenario tragico si aprono i lavori del seminario Mafie al nord della giornata di sabato alla Fabbrica delle “e”.
A gestire il primo incontro è il giornalista Rai Santo Della Volpe, che riporta alla platea l’ultimo rapporto della Banca d’Italia: da esso si evince che circa il 50% delle operazioni finanziarie del Paese, nell’ultimo anno, si è svolto in Lombardia. Ospiti della mattinata sono Nando dalla Chiesa e Antonio Ingroia.

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