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Tra illegalità diffusa e cultura mafiosa – Interviste

Quali sono i fenomeni criminali che interessano la provincia del Vco? Quali impegni deve assumersi la politica per contrastarli? E quali la società civile?
Queste le domande poste agli ospiti dell’incontro “Tra illegalità diffusa e cultura mafiosa: segni e segnali”, Massimo Terzi, Valerio Cattaneo, Maria José Fava e Domenico Rossi.

Tra illegalità diffusa e cultura mafiosa: segni e segnali

Una maggiore attenzione al territorio è protagonista del secondo incontro tenutosi l’11 maggio presso Il Chiostro – Famiglia Studenti, organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera Vco e dal Presidio Giorgio Ambrosoli e parte del percorso della Scuola di Politica del Centro Natale Menotti.
Ospiti della tavola rotonda erano Valerio Cattaneo, Presidente del Consiglio regionale, Maria José Fava, referente regionale di Libera Piemonte, Domenico Rossi, referente provinciale di Libera Novara, e Massimo Terzi, Presidente del Tribunale di Verbania.
A moderare la serata Andrea Dallapina, direttore di EcoRisveglio, che partendo dal ruolo della politica si è spostato a quello della società civile fino a chiedere il disegno della reale situazione criminale sul territorio.

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Responsabilità contro la colonizzazione

di Carlotta Bartolucci

In occasione degli Incontri Eco..Logici, a cura del gruppo ecologisti vco, mercoledì 18 aprile a Il Chiostro – Famiglia Studenti, Libera è stata invitata per raccontare l’attuale influenza e i mezzi della criminalità organizzata impiegati per infiltrarsi sul territorio, locale come internazionale.
Questo, attraverso le parole di Eugenio Bonolis, referente del neonato Coordinamento provinciale di Libera VCO, e Giulia Rodari, autrice di un capitolo del dossier “Mafie al nord – Il radicamento visto da Novara” dell’Osservatorio sulle Mafie di Libera Novara con cui collabora.
Ciò su cui si è cercato di posare l’accento è stata la crescente “colonizzazione” delle mafie, come è stato detto dalla Commissione parlamentare antimafia del 2010: si è fatto comprendere quanto il sistema di approccio sia ormai diverso dai tempi in cui si poteva parlare di “infiltrazione” mafiosa.

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Per formare e proporre Rapporto dell’Osservatorio di Libera Novara

di Giulia Rodari

«Perché Libera ha degli osservatori? Perché – risponde José, referente di Libera Piemonte, alla sua stessa domanda – cerca di studiare, comprendere, approfondire. Perché crediamo che sia fondamentale fare da ponte tra realtà diverse, tra professionalità diverse, portando anche la nostra sensibilità e le nostre capacità, con tutti i limiti di essere sentinelle sul territorio.
Crediamo che sia fondamentale incrociare dati che a volte ci sono ma che spesso le persone non conoscono, per riuscire a fare formazione e per rendersi conto di quello che accade sui territori. Così da fare proposte concrete».

Studio e approfondimento che Libera Novara ha consolidato attraverso l’istituzione di un proprio osservatorio, poco più di un anno fa. Ha iniziato con quello che sembrava un lavoro da poco, la rassegna stampa degli articoli riguardanti i fatti di criminalità che interessavano Novara e il Piemonte, espandendosi poi verso il Nord e l’Italia intera. E, invece, si è aperto un mondo. Sono emersi tante concise notizie, tanti dati apparentemente slegati che creano un quadro illegale ben più complesso.
Si è aggiunta l’analisi di ordinanze di custodia cautelare e sentenze delle operazioni antimafia che hanno interessato territori piemontesi e lombardi negli ultimi due, tre anni. Per scoprire che, certe vicende, non sono poi così lontane.

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Mafie al nord: nuove espansioni della criminalità organizzata

di Camilla Cupelli

Il sette e l’otto ottobre si è tenuto a Torino un seminario di approfondimento sul tema delle Mafie al Nord organizzato da Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie.
Due giorni di conferenze e seminari che hanno visto partecipare numerosi esponenti della lotta alla criminalità organizzata a tutti i livelli, da quello sociale a quello istituzionale. Alla Fabbrica delle “e” in corso Trapani sono infatti arrivati 500 partecipanti da tutta Italia per seguire gli incontri su uno dei temi più urgenti per il nostro Paese, nonché per il nostro territorio: basti pensare all’operazione Minotauro o all’operazione Crimine per accorgersi della dimensione del problema.

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Dalla mafia tradizionale ai colletti bianchi

di Camilla Cupelli

8 ottobre: incontro con Nando dalla Chiesa e Antonio Ingroia

Nel 2011 nel nord Italia sono stati confiscati 1392 beni, che equivalgono all’11% delle confische nazionali. Di questi, 248 sono aziende. Nell’ultimo anno si sono registrate inoltre 37.000 azioni finanziarie sospette, il record degli ultimi decenni. Con questo scenario tragico si aprono i lavori del seminario Mafie al nord della giornata di sabato alla Fabbrica delle “e”.
A gestire il primo incontro è il giornalista Rai Santo Della Volpe, che riporta alla platea l’ultimo rapporto della Banca d’Italia: da esso si evince che circa il 50% delle operazioni finanziarie del Paese, nell’ultimo anno, si è svolto in Lombardia. Ospiti della mattinata sono Nando dalla Chiesa e Antonio Ingroia.

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E’ colonizzazione, non presenza

di Eugenio Bonolis

8 ottobre: incontro con Gianni Barbacetto e Marco Vitale

‘Mafie al nord’ è il titolo dato dall’associazione Libera alla due giorni di seminari organizzata a Torino. Sabato 8 è stato il momento di maggiore approfondimento del tema dell’infiltrazione delle mafie nel Nord Italia, grazie all’aiuto e all’intervento di magistrati, giornalisti e docenti universitari.Gianni Barbacetto, scrittore e giornalista de Il Fatto Quotidiano e Marco Vitale, economista d’impresa, hanno dato il loro contributo durante la mattinata.

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