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Ciao Lea

Quattro mani raccontano l’ultimo saluto a Lea Garofalo

IMG_3443Facendosi largo tra la folla e le vetrine luminose dei negozi del centro di Milano, si apre davanti a noi un passaggio sotto i portici. I colori delle bandiere col viso di Lea e dei fiori tenuti in mano dalle persone che riempiono Piazza Beccaria sembrano voler contrastare il cielo grigio che sovrasta la città.
Siamo qui per molti motivi: per offrire vicinanza a Denise, per farle Vedere che non è sola e non lo sarà mai perché la sua storia e quella di sua madre non verranno dimenticate; per un pezzo di responsabilità di cui ognuno di noi ha Sentito di doversi fare carico rispetto alla morte di Lea; per Parlare e continuare a testimoniare perché non cada mai il silenzio su queste vicende e molti altri ancora. Vedo, Sento, Parlo, le tre parole che questa giornata ci ha scritto nel cuore. Continua a leggere

Un segnalibro per Lea

di Valentina Aiello

«È vero, Lea Garofalo non era nata a Milano, -dichiara il sindaco Giuliano Pisapia durante la conferenza stampa- ma in questa città ha vissuto, è venuta qui in cerca di speranza e di una vita nuova». Ed ecco il perché della scelta di celebrare proprio a Milano i suoi funerali, che si svolgeranno la mattina del 19 ottobre in piazza Beccaria. All’evento parteciperà anche il presidio Giorgio Ambrosoli. Continua a leggere

Processo Lea Garofalo La forza e il coraggio di Denise

di Giulia Rodari

Un’intensa settimana di udienze ha condotto alla conclusione del primo grado del processo Lea Garofalo. Dalla requisitoria del pm, passando per le richieste della parti civili e le arringhe della difesa, per giungere alla proclamazione della sentenza.

Tatangelo, il pm, si esprime con durezza. La collaboratrice di giustizia è stata sciolta nell’acido, la sua storia di 56 chili viene annullata in altrettanti litri di acido. Dopo essere stata sequestrata, legata e torturata nel furgone con cui viene portata in periferia, interrogata e uccisa con un colpo di pistola alla testa in un capannone. Nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2009, a Milano.
A volere giustizia resta Denise, la figlia diciannovenne, ora testimone di giustizia sotto programma di protezione. A volere giustizia, contrapponendosi a dei vigliacchi che si sono messi in sei contro una donna. Tra questi, suo padre – ed ex compagno di Lea – Carlo Cosco, a due suoi zii Vito e Giuseppe e al suo ex fidanzato Carmine Venturino.

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