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Una partita contro le mafie

Per il pomeriggio di sabato 17 marzo, giorno della celebrazione della XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, tutte le sale e gli auditorium sparsi nella zona del Porto Antico, meta finale del corteo, allo scoccar delle 14.30 si sono gremiti di gente.

di Camilla Cupelli

«La mafia cerca denaro e potere: ovunque li trovi, vi si insinua, anche nel calcio». Così don Pino De Masi, responsabile di Libera nella zona della Valle del Marro, ha riassunto il problema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del pallone durante il seminario “Una partita contro le mafie” che ha visto la partecipazione dell’ex giocatore del Napoli e allenatore della Nazionale Under 21 Ciro Ferrara e del giornalista della Gazzetta dello Sport Francesco Ceniti. Davanti ad una platea ricca di giovani, don Pino ha ribadito l’importanza dell’azione quotidiana contro le mafie: «La nostra quotidianità è ricca di gesti comuni che possono fare la differenza: uno di questi è insegnare ai ragazzi a non andare a giocare nei campetti costruiti dai mafiosi. Ma questo non è affatto scontato in territori dove la maggioranza degli stadi e dei centri sportivi non sono costruiti con soldi puliti».

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La notizia prima di tutto?

Per il pomeriggio di sabato 17 marzo, giorno della celebrazione della XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, tutte le sale e gli auditorium sparsi nella zona del Porto Antico, meta finale del corteo, allo scoccar delle 14.30 si sono gremiti di gente.

di Carlotta Bartolucci

L’oggetto del desiderio di molta gente, assetata di sapere, conoscere, riflettere, erano infatti le conferenze, dibattiti e spettacoli organizzati da Libera per approfondire e analizzare i diversi volti della peggior piaga italiana, di cui, al giorno d’oggi e da parecchi mesi a questa parte, Genova è ripetutamente vittima.

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A Genova, tutti i colori della speranza

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di Giacomo Molinari

La bandiera rosa, stagliata contro il cielo grigio d’una fredda giornata di marzo, sventola sotto una brezza di levante che soffia dal mare poco distante.
Sotto di lei, abbracciata all’asta del vessillo, una sorridente ragazza chiacchiera con una compagna, in attesa che il corteo parta; gli occhi azzurri si sposano con la sciarpa che le protegge il collo e parte del viso, incorniciato da una massa di corti e spettinati capelli dorati.
Emana allegria, e spensieratezza.
Quella coppia di ragazze sorridenti, ieri mattina in Piazza della Vittoria, a Genova è l’immagine più eloquente della forza del movimento che si è dato appuntamento nella città della Lanterna per celebrare la XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Una forza basata sull’umanità dei partecipanti, capace di tradursi in disarmanti sorrisi, o nelle lacrime amare che seguono la lettura dei nomi dei nostri morti, ai quali quotidianamente dedichiamo il nostro impegno.

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La sera prima, le lacrime di Lella Costa

17 marzo, Genova ospita la XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La sera della vigilia, Lella Costa da voce a “Le Ribelli” raccontate nel libro di Nando dalla Chiesa.

di Bianca Fiore

Cammino per le strade della città, “marmoreo gigante”, diretto al suo cuore. Tipico di Genova: un secondo prima i miei passi rimbalzano sulle pareti dei palazzi, assordanti, ma dietro l’angolo mi attende la folla. Escono dalla metro e dai bus, arrivano a piedi, in bicicletta, signori distinti stretti nei cappotti e gruppi di ragazzi, qualche boy scout in divisa. So che non mancheranno tanti familiari di vittime innocenti di mafia, è per loro questo spettacolo, è per tutti coloro che sono venuti a stringersi insieme nella giornata di memoria e impegno. Mi lascio avvolgere.

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La riviera dei fuochi: le infiltrazioni della criminalità organizzata in Liguria

di Camilla Cupelli

La riviera dei fuochi: così è stata ribattezzata la Liguria. La regione italiana da sempre nota per i suoi splendidi lidi fioriti, è balzata negli ultimi anni agli onori delle cronache per il fenomeno degli attentati incendiari ad aziende e istituti commerciali, spesso legati al fenomeno della criminalità organizzata.
I dati non sono buoni: i comuni di Sanremo, Genova, Sarzana, La Spezia, Imperia, Ventimiglia, Bordighera e Lavagna sembrano essere i più colpiti dal fenomeno dell’infiltrazione della criminalità organizzata. Ma c’è di più: nell’ultimo anno sono stati sciolti per mafia i comuni di Bordighera e Ventimiglia.
La presenza della criminalità organizzata è massiccia: sono attivi nella Regione esponenti della ‘ndrangheta, di Cosa Nostra, della Sacra Corona Unita e della camorra. In particolare a La Spezia sembra operino imprenditori legati a Cosa Nostra della famiglia degli Arenella, mentre a Genova esponente di spicco della mafia siciliana è Rosario Caci, appartenente alla “decina” dei Fiandaca-Emmanuello del clan Madonia. Sempre a Genova, però, troviamo anche la presenza della ‘ndrangheta: la locale genovese era guidata da Domenico Gangemi, arrestato lo scorso luglio, che dava ordini alla società minore di Sommariva del Bosco. Nei pressi di Imperia, secondo la Direzione nazionale antimafia, operano invece i Pellegrino, collegati alla cosca ‘ndranghetista dei Santaiti-Gioffrè.

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