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Presentazione del libro “Il confine. Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”

di Gabriele Crivelli

Inizia venerdì 20 gennaio alle 21:00, presso la Biblioteca Civica “Gianfranco Contini” di Domodossola (via Rosmini 20), la serie di incontri organizzati da Libera VCO in preparazione alla “XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, la cui tradizionale marcia sarà ospitata a livello regionale a Verbania martedì 21 marzo 2017.

L’evento che inaugura questa rassegna finalizzata alla riflessione sul fenomeno mafioso vedrà come relatore Marco Antonelli, referente di Libera La Spezia, che presenterà il suo libro “Il confine. Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”, edito da Altreconomia e pubblicato nel 2016 in collaborazione con Libera Liguria. Il titolo si inserisce nella collana “Contrappunti”, promossa da Avviso Pubblico e dal Master universitario, di cui Antonelli è anche project manager e tutor, in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e delle corruzione” organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa con Libera e Avviso Pubblico. Continua a leggere

Quando i nomi diventano volti: la forza della Memoria

XX Giornata della Memoria e dell’Impegno a Domodossola

di Paolo Dezuanni

20marzodomodossola1pubblicoUna sola voce, un solo canto, un solo sogno quello che risuonava, deciso, per le vie di Domodossola, venerdì 20 Marzo. All’alba dell’equinozio di primavera, la stagione delle speranze, una folla di circa 400 giovani e adulti si è radunata in piazza Matteotti, partecipe alla ventesima  Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, per poi dirigersi lungo le vie ciottolate della città, alzando verso il cielo fiaccole e canti.

Una volta raggiunta la piazza della Repubblica dell’Ossola, dove il corteo ha sostato fino alla fine della manifestazione, sono stati letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie, oltre mille nomi pronunciati con nostalgia e rabbia che ricordano le persone scomparse. Continua a leggere

XX Giornata della Memoria e dell’Impegno a Domodossola

fiaccolata-page-001Venerdì 20 marzo, presso le vie di Domodossola, si terrà la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia. La scelta del luogo non è casuale: proprio qui infatti, è nato da poco il presidio giovanile di Libera dedicato a Roberto Antiochia.
Quest’anno verrà celebrata questa importante ricorrenza con una fiaccolata, con ritrovo alle 20.30 presso piazza G. Matteotti; il corteo terminerà in piazza Repubblica dell’Ossola.

In questa occasione verranno ricordati simbolicamente gli oltre 900 nomi di semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

PARTECIPA ANCHE TU ALLA FIACCOLATA DEL 20 MARZO A DOMODOSSOLA!

“Loro mi cercano ancora”: la forza di Maria Stefanelli

di Isabella Caporossi

10marzopost1Martedì 10 marzo la Casa Don Gianni di Domodossola ha avuto ospite la direttrice di Narcomafie Manuela Mareso, che ha presentato il suo libro-intervista “Loro mi cercano ancora”. Il libro racconta la vicenda della testimone di giustizia Maria Stefanelli, sorella di Antonio Stefanelli e figliastra dell’omonimo Antonino, entrambi esponenti della cosca ‘ndranghetista ligure. Si tratta di una lucida analisi dell’esperienza che la moglie di un boss si è trovata ad affrontare quotidianamente per anni e dei motivi che l’hanno spinta a parlarne. Continua a leggere

Il prezzo di una scelta

Manuela Mareso presenta il libro “Loro mi cercano ancora”

10marzoeventoMartedì 10 marzo alle ore 20.45, a Casa Don Gianni di Domodossola, Manuela Mareso racconterà la storia di Maria Stefanelli, testimone di giustizia contro la ‘ndrangheta, in fuga perenne dal proprio passato.
Vivere con una taglia sulla testa, troncando ogni legame. Perché trascorrono i decenni, «ma la ‘ndrangheta non ti dimentica». Con questo pensiero vive ogni giorno Maria Stefanelli, dal 1998 testimone di giustizia contro l’organizzazione criminale dentro cui è nata e cresciuta. Parente di narcotrafficanti e sequestratori di persona insediati in Liguria, nella speranza di scampare alle insostenibili vessazioni di una famiglia arcaica e oppressiva finisce per sposare, in un matrimonio d’affari combinato dai fratelli, un boss di rango di una cosca mafiosa attiva tra il Piemonte e la Calabria.
Importante e fondamentale il suo contributo e la sua testimonianza al processo Minotauro in Piemonte.

PROSSIMO APPUNTAMENTO:
Venerdì 20 Marzo 2015
FIACCOLATA per le vie della città di DOMODOSSOLA
per la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie

 

Nasce il presidio domese “Roberto Antiochia”

di Valentina Aiello

13febbraiodomodossolarelatoriÈ con il primo evento dei “Cento Passi” verso il 21 marzo che il neonato presidio domese di Libera si è presentato per la prima volta alla cittadinanza.
Il gruppo, composto da giovanissimi studenti del liceo Giorgio Spezia di Domodossola, ha deciso di dedicare il suo impegno a Roberto Antiochia, poliziotto ucciso dalla mafia il 6 agosto del 1985. Ed è assieme al fratello Alessandro Antiochia che, la sera del 13 febbraio a Domodossola, hanno voluto raccontare la sua storia. Tenutosi presso la cappella Mellerio, l’incontro ha visto la partecipazione di molti cittadini domesi.

La referente del presidio Ilaria Costanzo ha così aperto la serata:
«Siamo molto contenti e emozionati, iniziamo questo percorso sperando di essere all’altezza dell’esempio che è stato Roberto Antiochia. Lui si è assunto una responsabilità enorme, che nessuno gli aveva chiesto di prendersi, e lo ha fatto perché credeva nel valore della giustizia. E noi vogliamo credere proprio in questi valori». Continua a leggere

Quando la festa diventa Memoria

Da sinistra Carlo Squizzi, presidente di "Alternativa A" e don Luigi Ciotti, presidente di Libera

Da sinistra Carlo Squizzi, presidente di “Alternativa A” e don Luigi Ciotti, presidente di Libera

di Valentina Aiello

La sala di “Casa Don Gianni” di Domodossola è gremita di gente nel pomeriggio di questo primo giugno. Infatti, già da alcuni giorni tutta la realtà di volontariato è in festa: il gruppo di associazioni legate a “Casa Don Gianni” compie vent’anni. In occasione di questo importante anniversario, l’associazione “Alternativa A” ricorda con «giorni di festa che diventano anche giorni di memoria» due persone speciali, fondamentali per la nascita di quest’esperienza: don Gianni Luchessa e don Antonio Visco. E allora sono stati messi in campo feste di paese, spettacoli teatrali, tornei di calcio, e ogni tipo di attività che crei aggregazione e conoscenze fra i partecipanti.

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Le scuole vanno a pezzi

di Camilla Cupelli

La scuola italiana naviga da tempo in cattive acque: tra riforme più o meno giuste, tagli ai bilanci ed edifici poco sicuri quello dell’istruzione sembra uno dei settori più in crisi del nostro Paese. Due anni fa, però, con una delibera della Gazzetta Ufficiale n°32/2010 del 14/09/2010 n.215, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ndr) ha annunciato l’erogazione di centinaia di migliaia di euro in favore di una serie di scuole italiane, tra le quali diverse nella Regione Piemonte, che necessitavano, e necessitano tutt’ora, di manutenzione straordinaria in materia di edilizia scolastica. 81 scuole piemontesi, tra le quali tre nella zona del Verbano-Cusio-Ossola, hanno fatto richiesta per ottenere questi fondi, senza successo.

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Operazione Nuovo Potere: Pizzi condannato per armi

di Giulia Rodari

«Ne avete uno anche a Verbania? – Si, ne abbiamo avuto uno anche a Verbania. – Già preso? – Si, già preso. – Ma chi è, quello là? – Si è lui. Bruno, Pizzi Bruno. Di Domodossola, in provincia di Verbania». È il dialogo avvenuto durante la conferenza stampa del 13 gennaio 2010 a Reggio Calabria dopo il blitz notturno condotto dall’Arma dei Carabinieri che ha portato all’emissione di 27 ordinanze di custodia cautelare.
La mattina seguente davanti alla stazione dei carabinieri di Melito Porto Salvo una decina di macchine scortate dal doppio dei carabinieri si prepara con i lampeggianti accesi. Gli arrestati vengono scortati all’esterno della caserma: c’è chi non si guarda intorno e si lascia trasportare, chi abbassa lo sguardo, chi sorride e saluta gli spettatori, chi guarda nell’obiettivo senza emozioni.

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