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Verso l’anno nuovo: i risultati di Riparte il Futuro

riparte il furutoIl coordinamento di Libera VCO coglie l’occasione di augurare buone feste e salutare l’anno che va a concludersi, raccontando una delle sfide più avvincenti del percorso di questi ultimi anni: la battaglia contro la corruzione.
La campagna “Riparte il Futuro” (sostenuta da Libera e Gruppo Abele) è partita nel 2013, in occasione delle elezioni parlamentari. Al tempo del lancio della petizione, la richiesta era “solo” una: aggiungere la voce “altra utilità” alle cause che permettono di identificare giuridicamente uno scambio politico-mafioso (che due anni fa era definito solo dallo scambio di denaro).
Una volta ottenuta questa vittoria, la campagna non si è fermata. Sono emerse altre richieste, mano a mano che la campagna stessa otteneva sempre più iscritti: ad oggi infatti, Riparte il Futuro conta il sostegno di più di 760 000 firmatari. Ecco i principali campi in cui è intervenuta: Continua a leggere

Riparte il Futuro: -20 giorni


di Valentina Aiello

“Dobbiamo fare in fretta” ricorda Don Luigi Ciotti, “questi primi 100 giorni del nuovo Parlamento stanno volando via”; l’impegno contro la corruzione della campagna Riparte il Futuro si sta trasformando in azioni concrete.
Tra 20 giorni infatti, scadrà il conto alla rovescia per la modifica della legge anticorruzione, che consiste nell’aggiunta della voce «altra utilità» alla legge sul voto di scambio (416 ter), la quale classifica ad oggi come «corruzione» solo lo scambio di consensi elettorali per denaro. Continua a leggere

Riparte il futuro!

di Valentina Aiello

È stata lanciata dall’inizio di quest’anno la campagna anticorruzione “Riparte il futuro”. Nata per continuare la campagna “Corrotti” intrapresa nel 2011, conseguendo il risultato di 1’200’000 firme raccolte, “Riparte il futuro” si sta affermando come la campagna digitale che permetterà ai cittadini di essere al corrente del grado di corruzione presente all’interno della classe politica dirigente, tramite il sito web http://www.riparteilfuturo.it.

Infatti, secondo i dati della Transparency International, associazione che compila la classifica di 174 paesi del mondo nell’Indice di Percezione della Corruzione, l’Italia occupa il terzultimo posto europeo, mantenendo sotto di sé Continua a leggere

Gherardo Colombo: possibilità è speranza

di Carlotta Bartolucci

Sono passati 20 anni da quel lontano 1992, che rappresenta ancora oggi la caduta della Prima Repubblica, avendo creato uno dei tanti vergognosi buchi neri che si susseguono, imperterriti, nella storia. Un buco indegno, però, che forse, tanto lontano non è: perché Tangentopoli, che segnò il disfacimento del sistema partitico italiano e diede alla luce accordi, affari occulti, tangenti con un livello di collusione, corruzione mai visto, ha lasciato fino ad oggi il suo segno. E il fiume di notizie, informazioni e processi che ne sfociò subito dopo furono una bella prova per l’Italia, la cui striscia di traguardo non è stata ancora oggi tagliata.

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La quinta mafia: un consolidato senso di antistato

di Greta Spanò

Nella storia il virus dell’illegalità e della corruzione è stato in grado di superare i confini dello stivale italiano, di scavalcare le barriere europee fino a mirare a rotte di respiro più internazionale.
Eppure nel nord Italia la popolazione e la sua rappresentanza politica spesso si sono sentite immuni a questo germe, come se fosse incompatibile con il loro DNA. Una terribile presunzione quella di non sentirsi esposti, che ha permesso ancora di più alle mafie di radicarsi in profondità e di fare proprio del territorio il sistema malavitoso.
La Lombardia, come altre regioni settentrionali, non è stata in grado di attivare gli anticorpi adatti e ha permesso che la contaminazione proliferasse sensibilmente, lasciando alla società la responsabilità di una trasformazione invasiva.
Esistono parecchie storie a riguardo: vite di chi ha scelto di affiancare la mafia per ricevere protezione, oppure di chi ha deciso di collaborare con la giustizia e credere in un ideale per un futuro diverso, o semplicemente di persone a cui il futuro è stato spezzato senza ritegno dall’egoismo di un popolo omertoso.

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