Archivi tag: beni confiscati

Aggregare, condividere, ricominciare

da liberapiemonte.it

di Valentina Aiello

Dopo un mese di agosto rigenerante e rilassante, ricominciano per tutti i membri di Libera Piemonte le attività e i compiti: a Torino sabato 22 settembre si sono tracciate le linee guida del nuovo anno sociale, in occasione del coordinamento regionale, svoltosi nell’“edificio delle congiunzioni e delle unioni”, la Fabbrica delle “E”.

«Come tutti gli anni – spiega Maria José Fava, referente di Libera Piemonte – quest’anno sarà molto importante porre come obiettivo il tentativo di aggregare e incontrare ancora più persone, perché in un momento difficile come questo, la prima cosa che viene attaccata sono i diritti». Continua a leggere

Coltivare la coscienza…

…quando il lavoro fa bene all’anima.

di Irene Pipicelli

La mattina del 13 maggio, Cascina Arzilla a Volvera, provincia di Torino, sta sotto un cielo che minaccia pioggia. Venti baldi giovani, incuranti delle nubi, sono in piedi davanti all’edificio attendono disposizioni per cominciare il lavoro. Sono alcuni ragazzi recentemente avvicinatisi all’attività del presidio Giorgio Ambrosoli di Verbania che dal giorno prima partecipano a un week-end di formazione e lavoro in due beni confiscati nella provincia di Torino: Cascina Arzilla, appunto, e Cascina Caccia.
Durante la prima giornata, che ha avuto un carattere più “teorico”, i ragazzi hanno potuto vedere come funziona Cascina Caccia, dove si produce miele e coltivano nocciole, e incontrare le persone che ci lavorano, facendosi raccontare la storia del posto, condividendo impressioni, storie e immagini e riflettendo insieme.
Il secondo giorno invece, spostatisi nell’altro bene, hanno potuto immediatamente darsi da fare, scovando piantine di lavanda sommerse dalle erbacce, domando la selva d’erba e imbiancando.

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Salone del Libro 2012: raccontare l’antimafia

di Camilla Cupelli

Dal 10 al 14 maggio, a Torino, l’appuntamento con il Salone internazionale del Libro non delude. Quest’anno, tra il Lingotto e le sedi del “Salone off”, molti incontri sono stati dedicati ai temi della criminalità organizzata, in occasione della triste ricorrenza del ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. In particolare alcuni incontri, organizzati con il Circolo dei Lettori e il Festival Trame, hanno avuto come tema centrale quello della memoria di alcuni servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro impegno, quali Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Carlo Alberto dalla Chiesa, Pio La Torre ed altri ancora. Una memoria molto cara a Libera, che si fonda proprio su questo pilastro, accompagnato dall’impegno quotidiano dei cittadini.

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Il clan Galasso e la città sul lago

pubblicato su Ecorisveglio, edizione di Verbania

Il Clan Galasso – composto da Sabato, il padre, e dai figli Ciro e Pasquale, successivamente pentitosi e divenuto collaboratore di giustizia – era alleato con i Clan camorristi degli Alfieri, dei Bardellino e con quello siciliano di Tano Badalamenti. Il prestigio della loro alleanza, consolidatasi anche in funzione anti Cutolo, è aumentato negli anni ottanta, in concomitanza con la riduzione del potere del secondo, e i loro affari si sono radicati nell’imprenditoria, nelle amministrazioni locali e nelle banche, con i cui esponenti avevano stretti legami.
Ciro Galasso, nei primi degli anni novanta si trova a Verbania dove, nel 1995, viene accusato e condannato per estorsione e minaccia aggravata dal tribunale locale e la sua villa verbanese viene confiscata. Dopo cinque anni di reclusione, resta in libertà fino alla nuova e recente condanna da parte della Cassazione, a Genova, che, per una vicenda analoga a quella precedente, lo manda a soggiornare nel carcere di Verbania.

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