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Una marcia contro il caporalato nel Foggiano: centinaia in corteo

Articolo di Carlotta Bartolucci tratto dal sito di Libera Piemonte

Il cielo ampio e i campi dorati della Puglia, nella profonda capitanata foggiana, non sono mai risultati così affascinanti e inquietanti al contempo come lunedì: la loro bellezza e fertilità è costellata di baracche, ghetti e manipoli di uomini che vivono in condizioni disumane di sfruttamento. Questa è la realtà che hanno potuto toccare con mano i 300 partecipanti al corteo contro il caporalato organizzato lunedì 17 aprile da alcuni attivisti e giornalisti – Marco Omizzolo, Leonardo Palmisano, Stefano Catone, Giulio Cavalli – impegnati da anni sul tema. La marcia di lunedì, partita da Borgo Mezzanone e snodatasi tra i campi fino al “Ghetto dei Bulgari”, ha infatti voluto lanciare un messaggio forte contro questa pratica, ormai radicata dal sud fino al nord Italia. Continua a leggere

22 novembre a Rivoli

di Camilla Cupelli

Sono già trascorsi tre anni dal crollo di un soffitto del liceo Darwin di Rivoli, da quel 22 novembre 2008 in cui perse la vita il giovane Vito Scafidi e alcuni suoi compagni rimasero feriti, il problema della sicurezza nelle scuole risulta sempre più centrale per i bilanci delle amministrazioni. Tema che ha trovato spazio nel dibattito pubblico dopo la sentenza del crollo del liceo di Rivoli. Nonostante l’assoluzione di sei imputati, rimane la condanna di primo grado a 4 anni di reclusione per Michele Del Mastro, funzionario della provincia per la sicurezza nelle scuole.

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Yes we care!

Serata di formazione per un nuovo progetto

di Carlotta Bartolucci e Marco Lenzi

Venerdì sera si è tenuta la riunione con Isabella Spezzano, coordinatrice del progetto ‘We Care’, al quale l’associazione 21 Marzo ha preso parte ad altre associazioni impegnate nell’ambito dell’animazione sociale. Realtà come R.I.M.E. di Trieste, U.V.A. di Roma, NOI POLIS di Ciampino, L’EGALITE’ di Sarzana, MIA della Valle d’Aosta il cui capofila è Acmos, un’associazione da anni presente sul territorio di Torino e famosa per gli eventi in esso organizzati, sostenuti da cittadinanza ed enti pubblici.
Ma cos’è We Care? Nelle parole di Isabella è la condivisione di orizzonti comuni tra gruppi che si occupano di temi come la cittadinanza attiva, l’incontro con l’alterità e l’antimafia sociale. We Care significa fare rete per affrontare al meglio il proprio impegno locale senza scordare il respiro nazionale. Il progetto prende il nome dall’’I Care’ di don Milani e della scuola a Barbiana su cui è scritto, mentre il ‘We’ ne è la sua naturale espansione per raccogliere al suo interno le diverse associazioni.

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Un giovane cresciuto nell’altruismo

La storia di Vittorio Arrigoni con gli occhi della madre

di Camilla Cupelli

«Non sono arrabbiata, perché non avrebbe potuto fare nulla di diverso». Così Egidia, madre di Vittorio Arrigoni e sindaco di Bulciago, un piccolo comune immerso nella Brianza, reagisce alle domande sulle sue sensazioni al momento della decisione del figlio di restare nella striscia di Gaza durante l’operazione Piombo Fuso.
Vittorio Arrigoni, giornalista ucciso a Gaza il 31 maggio 2011, scriveva sul Manifesto articoli divenuti famosi per la loro chiusa “restiamo umani”. Una frase con la quale i giovani dell’associazione Acmos hanno scelto di intitolare il proprio campo di formazione decidendo di trascorrere a Boves alcuni giorni per riflettere sul tema dell’empatia umana. La prima serata, il 14 luglio, dà l’avvio al campo con un incontro in compagnia di Davide Mattiello, presidente della fondazione Benvenuti in Italia, e la madre di Vittorio.

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Nomi, cognomi e infami: il teatro di protesta di Cavalli

La storia della mafia in Italia con gli occhi dell’autore lodigiano

di Camilla Cupelli

«Quando hanno arrestato Provenzano, nel suo bunker alla Collina dei Cavalli hanno ritrovato delle musicassette: una con la colonna sonora de “Il Padrino”, l’altra con la colonna sonora dei puffi». Così Giulio Cavalli decide di raccontare l’arresto di uno dei più importanti boss mafiosi mai finiti in manette nel nostro Paese. L’autore-attore orginario di Lodi è da sempre impegnato nel teatro civile, e collabora da anni con l’associazione antimafia Libera. Per questo motivo la sera del 15 luglio si esibisce a Boves, piccola cittadina nel cuneese, in occasione del XII campo di formazione dell’associazione torinese Acmos, portando in scena uno dei suoi più noti spettacoli teatrali: “Nomi, cognomi e infami”.

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