In dialogo con il territorio – novembre 2012

di Giulia Rodari

Un ottobre sorpreso dai passi della ‘ndrangheta e scandito dalla presenza della droga, dagli arresti legati alla prostituzione, dai traffici di confine.

Nel vicino novarese sono tratti in arresto due uomini di origine calabrese nell’ambito dell’inchiesta per infiltrazioni mafiose che ha portato in carcere anche l’assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti. Uno di questi, residente ad Arona e legato alla cosca Di Grillo-Mancuso, avrebbe ottenuto voti per Zambetti in cambio di agevolazioni nell’assegnazione degli appalti pubblici e avrebbe partecipato a missioni estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti. L’altro, di Trecate, si sarebbe occupato di ricettazione e riciclaggio.
A distanza di qualche giorno arrestato anche Francesco Basile, sempre nel novarese, «definito dagli investigatori il killer più pericoloso della cosca Giampà di Lamezia Terme».

Metà ottobre raccoglie i risultati dell’operazione cani sciolti: nove ordinanze per spaccio emesse nei confronti di persone, che avrebbero acquistato in altre zone del Piemonte per rivenderla in Ossola, e oltre otto chili di droga sequestrata. Inoltre, «Risultano indagate a piede libero altre quattro persone, più una decina di giovani segnalati alla prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti».
Si aggiungono la condanna a 2 anni di sorveglianza speciale per spaccio di droga nei confronti di un ventiseienne, la denuncia di una giovane ossolana «per aver ceduto 21 grammi di hashish a un amico» e per possesso di droga, il sequestro di oltre un chilo di stupefacenti in un’abitazione a Verbania – «piante di marijuana nei mobili di casa, foglie recise pronte per l’essicamento conservate nei piatti […], uno strumento utilizzato per tritare la marijuana e quattrocento semi di canapa indiana».

Ritorna alla cronaca il fenomeno della prostituzione: due “tipologie” differenti, medesimo sfruttamento.
Con l’operazione Viverna nel Vco vengono sequestrati cinque «centri massaggi cinesi, specializzati unicamente in prestazioni sessuali» – due a Domodossola, due a Verbania e uno Gravellona Toce –, arrestate dieci persone e indagate altre trenta. Ciascuna ragazza arrivava a guadagnare fino a 15 mila euro al mese, «un’attività che solo nel Vco arrivava a far guadagnare fino a 270 mila euro al mese»: «Soldi che confluivano in una vera e propria organizzazione criminale».
Nel corso dell’operazione Nibbio, invece, vengono identificate e portate in questura quattro giovani nigeriane che dalla loro abitazione nel Torinese ogni giorno arrivano sulla strada di Nibbio per prostituirsi. Le indagini proseguiranno per scoprire quali sono le persone che gestiscono il traffico.

Concluso l’iter giudiziario dell’operazione Piazza Pulita che nel 2010 aveva portato «al sequestro di cinque siti di smaltimento, per un’estensione complessiva di 4mila metri quadri», per presunto reato di gestione illecita di rifiuti.
A Omegna, in località Ponte Bria, in 500 metri quadrati di terreno destinati al pascolo sono stati ritrovati residui di amianto e tracce di piombo, rame e zinco. Giunta la conferma che si trattasse «di un inquinamento diffuso e preoccupante», l’appezzamento è stato sequestrato fino alla già avvenuta bonifica.

Al confine, su due treni differenti, in delle valigette viene trasportato del materiale non dichiarato alla frontiera: in una due assegni – uno da mezzo milione di euro e l’altro da mezzo milione di dollari – un certificato di un deposito milionario, la copia di contratti, depositi e negoziazioni tra banche e società; nell’altra 300500 euro, in pezzi da 50, in possesso di un cittadino greco.

Distinguerci, per non confonderci.

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