In dialogo con il territorio – Maggio 2013

di Giulia Rodari

Un altro mese di reati finanziari; alcuni di questi, poi, vanno a braccetto con i reati contro la pubblica amministrazione.
La droga non tace a lungo, con un caso rilevante e altri minori diventati ormai ordinarietà.

Parte il processo per peculato e falso in atto pubblico in cui è imputato Antonio Ettore Benelli, «fino a pochi mesi fa responsabile dell’ufficio personale dell’ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore». Le indagini avevano «portato alla scoperta di trasferimenti “irregolari”» di quasi 400mila euro dalle casse del parco al suo stesso conto corrente o attraverso prelievi in contanti tra il 2008 e il 2011.
A fine mese viene condannato a 5 anni e 3 mesi di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento di 405 mila euro all’ente Parco Lago Maggiore oltre a un altro alla Regione ancora da quantificare.
Ma, mentre si chiude un filone a Verbania, un altro inizia a Novara.
Lungo tutto il mese continua l’iter giudiziario riguardo il convitto di Crodo, vicenda in cui erano coinvolti tre dipendenti della Provincia e l’imprenditore titolare dell’impresa edile di Cardano del Campo che vinse l’appalto; le accuse a vario titolo sono di turbativa d’asta, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e indebita percezione di erogazione in danno dello Stato.

Beni per un valore superiore ai tre milioni di euro sono sequestrati a «Renato Rotondi, legale rappresentante dell’Oscella Bibite Spa di Domodossola», a causa del suo coinvolgimento «in un giro di fatture false per 15 milioni di euro e indebite compensazioni dell’Iva» insieme ad alcune «società “cartiere” – riconducibili al medesimo soggetto – che si dichiaravano esportatori abituali verso l’estero e che quindi emettevano fatture in regime di non imponibilità Iva».
La Procura sta esaminando le «fatture tra il 2006 e l’inizio del 2012 che ammontano a circa 15 milioni di euro, per 3 milioni e 100 mila euro di Iva compensata in modo illecito».
Ma il primato lo mantiene l’inchiesta Giacomini con 40 milioni di euro sequestrati, per cui la Cassazione ha rigettato la richiesta di dissequestro, confermandone, quindi, il sequestro preventivo.

Nel corso dei consueti controlli, due imprese responsabili di altrettanti cantieri edili vengono colpite da sanzioni amministrative per qualche migliaio di euro.

E, di nuovo, non tace a lungo la droga, riempiendo altre pagine di cronaca. E’ sorpreso con sei etti di droga l’ossolano Roberto Materni, per «detenzione ai fini di spaccio», dice l’accusa. Ha precedenti «per reati contro la persona, il patrimonio e per tentato omicidio, fatti contestati sia in Italia che in Svizzera, dove ha vissuto».
Si susseguono altri casi di minore entità: un trentenne pregiudicato e un ventenne di Omegna trovati rispettivamente in possesso di venti e sette grammi di hashish.

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