In dialogo con il territorio – Luglio 2014

di Valentina Aiello

Nella provincia del Verbano Cusio Ossola, in questo mese di luglio, è saltato alle cronache un ricco ventaglio di reati, che testimoniano una realtà criminale dinamica e capillare sul territorio: corruzione e peculato, anche “ad alti livelli”, droga, usura, contraffazione e altri tipi di frodi, in cui emergono particolarmente quelle fiscali.

Si conclude lunedì 14 luglio con quattro condanne l’udienza preliminare dell’inchiesta sui maxi rimborsi della Regione Piemonte. Tra i nomi dei giudicati compare anche Valerio Cattaneo, ex presidente del Consiglio Regionale, eletto nel Vco, condannato a un anno e otto mesi. Per i consiglieri rinviati a giudizio e per l’ex governatore Roberto Cota, inizierà il processo il 21 ottobre, mentre il 22 settembre verranno giudicate le posizioni di 18 ex consiglieri regionali di centrosinistra. L’inchiesta sulle “Spese pazze” prosegue, vedendo gli ex funzionari pubblici «tutti indagati per peculato, alcuni anche per truffa e finanziamento illecito ai partiti». (La Stampa VCO, 15 luglio 2014)
Anche la provincia di Novara non sembra essere inattaccabile da questo tipo di reato: in aula il 17 settembre verrà valutata la posizione di Antonino Princiotta, ex segretario generale della provincia di Novara che, secondo gli inquirenti, avrebbe preso parte nel 2011 a una maxi truffa ai danni dello Stato. Un caso di corruzione di circa 60 mila euro, in cui sarebbero coinvolti 5 imprenditori e l’ex funzionario amministrativo.

Anche in questo mese si fa notare il capitolo delle droghe: 95 grammi di sostanze stupefacenti totali sono stati sequestrati, di cui 75 di marijuana e 7 piantine di canapa indiana, tutte rinvenute in casa. Inoltre, è saltato alle cronache l’arresto di don Stefano Cavalletti, il parroco di Carciano che è stato trovato in possesso di cocaina ai fini di spaccio.

Questo mese, anche un ingente caso di usura: nella provincia di Novara infatti esisteva un grosso giro di usura e estorsione composto da due agenti di polizia penitenziaria del carcere di Vercelli, un titolare di un’attività di Carpignano Sesia e un imprenditore novarese. Gli interessi potevano arrivare anche al 100 per cento, in un caso gli strozzini hanno chiesto 6.500 euro come restituzione di un prestito di 1.200 euro.

Non mancano i reati che mostrano come il nostro territorio non sia immune all’azione criminale. Esemplare la banda di truffatori rom di origine polacca che, tramite un’ampissima rete con fulcro Novara, perpetrava truffe ai danni di anziani, costruendo un giro d’affari di circa 100 milioni l’anno, per 71 persone indagate. Significativo anche l’arresto di Giovanni Ceniti, ventinovenne residente a Masera ex rappresentante di Casa Pound nel Vco, che avrebbe preso parte al commando di attacco nell’attentato a Silvio Fanella, procurandogli la morte, la mattina del 3 luglio a Roma. Nonostante non interessi direttamente la nostra zona, si segnala anche l’assalto avvenuto a Novara al furgone della ditta Fonomatic New Game, che conteneva circa 20 000 euro di proventi dalle macchinette di videopocker . I rapinatori rimangono tutt’ora anonimi, anche se si sospettano dei collegamenti con altri furti recenti, avvenuti sempre nel novarese.

In evidenza anche i casi di irregolarità degli oggetti di consumo: la Maxi operazione nazionale “Ygros” della Gdf, iniziata nell’aprile 2013, ha permesso il sequestro di 3 196 998 prodotti pericolosi -tra cui molti giocattoli- in quanto erano privi di marchio Ce o non lo riportavano correttamente, oppure risultavano contraffatti. Buona parte della merce è stata sequestrata nel Vco, una provincia che si è già fatta notare in altri casi di ingenti ricettazioni.

Non sono da meno le frodi fiscali. Lampante il caso del ristoratore di Druogno che avrebbe accumulato ben 630 000 euro di introiti sottratti al Fisco, in quanto non dichiarati. Le Fiamme Gialle hanno scoperto di recente anche un commerciante di Varzo, identificato come evasore totale. E’ invece scattata l’assoluzione «perché il fatto non sussiste» per il presidente dell’azienda bavenese Altea che, secondo gli inquirenti, avrebbe emesso fatture inesistenti al fine di  appropriarsi indebitamente di circa 2 milioni di illeciti crediti Iva.

Continua invece la carcerazione all’estero per Guglielmo Piccini, il tassista arrestato nel dicembre scorso dalla polizia svizzera. Secondo le autorità, Piccini nascondeva il ruolo di “corriere” di un traffico illegale Italia-Svizzera di medicinali particolari, dietro la sua professione di tassista internazionale.

Distinguerci, per non confonderci.

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