In dialogo con il territorio – Febbraio 2013

di Giulia Rodari

Nel freddo gennaio le ferite inferte dall’ormai noto caso Giacomini tornano a bruciare, le notizie riguardo gli stupefacenti scandiscono il trascorrere del mese. Giunge il verdetto della vicenda del PalaBPI: due filoni, oltre otto anni di condanna, pena sospesa e non menzione.
E ancora…discariche abusive, armi importate per bracconieri notturni, la condanna di un’ex guardia giurata Mondialpol.

L’ormai noto caso Giacomini, iniziato a maggio, prosegue con il blocco dei conti correnti di sette componenti della famiglia di industriali. «Quaranta milioni di euro – riporta La Stampa Vco –, uno dei più ingenti sequestri di denaro fatti in Italia», giustificato dall’accusa di aver «partecipato a un “Trust” di diritto del Jersey» costituito in Lussemburgo con una conseguente «dichiarazione infedele, cioè di non aver pagato le tasse sul denaro ottenuto».
Oltre ai contitolari Corrado ed Elena Giacomini, detenuti per alcuni mesi, tra le persone coinvolte figurano anche Andrea Zoppini, l’ex sottosegretario alla Giustizia del governo Monti, per frode fiscale ed Enrico Montani, senatore della Lega nord, per aver tentato di «favorire le attività industriali dei Giacomini».
Verso fine mese, emerge la richiesta dei pm di «archiviazione del fascicolo aperto per presunta corruzione aggravata a carico del senatore della Lega nord Enrico Montani».

Come accennato, gli stupefacenti sono tra i maggiori protagonisti del mese.
A Omegna un giovane viene arrestato perché in possesso di due etti di marijuana. Altre due operazioni a pochi giorni di distanza: circa mezzo chilo di eroina trovato in possesso di un uomo, due chili e mezzo tra eroina e cocaina in possesso di altri due uomini. Entrambe alla stazione di Domodossola, sul treno notturno “221 Parigi Venezia” che pare sia «da sempre uno dei convogli più utilizzati dai corrieri della droga».
Riemergono i risultati dell’operazione Taurus, del novembre 2011: smascherata una «organizzazione dedita allo spaccio di droga e che, tra vendita, fornitura e acquisto coinvolgeva decine di persone». Uno di loro portava marijuana da Torino al Vco, da 5 a 10 chili per 3500 euro al chilo, che veniva poi smistata da pusher locali i quali la rivendevano nelle proprie abitazioni.
Nell’ambito dell’operazione Schiaffo, sono stati condannati due marocchini: insieme, per i reati di spaccio di stupefacenti, detenzione abusiva di armi, rapina e tentata estorsione. «Erano accusati di spacciare grossi quantitativi di droga, fino a 4 chili e mezzo di hashish ogni settimana che arrivava dalla Lombardia».

Si compie anche l’ultimo arresto dell’operazione Viverna con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. L’operazione, a ottobre, aveva permesso di scoprire che in cinque centrimassaggi della provincia venivano offerte prestazioni sessuali.

A metà mese, a Villadossola, il distributore Esso di via Bianchi Novello va a fuoco. Rinvenuta una tanica da cinque litri, «i militari stanno indagando per comprendere se si sia trattato di un atto vandalico o di un’azione di natura diversa».

Distinguerci, per non confonderci.

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