Archivi categoria: Osservatorio

Riciclare significa…

di Valentina Aiello e Carlotta Bartolucci

«Quando qualcuno mi chiama nelle sale a parlare con i cittadini di riciclaggio e (soprattutto) di antiriciclaggio, per me è un’attestazione di fiducia: non solo vengo, corro». Così il professore e avvocato Ranieri Razzante ha aperto, il 19 aprile, il terzo incontro della rassegna di eventi “Il potere del denaro” organizzata da LiberaVCO, tenutasi presso lo spazio giovani “Il Kantiere” di Verbania. Razzante, oltre che essere stato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, è fondatore e presidente dell’Associazione Italiana dei Responsabili Antiriciclaggio.
«Si definisce riciclaggio – spiega Razzante, entrando fin da subito nel vivo dell’argomento – l’impiegare soldi provenienti da un’azione illecita in un atto, invece, lecito. Può essere un investimento di qualsiasi natura, dall’immobiliare al bancario, l’importante è che sia rigorosamente fatturato». Continua a leggere

Interviste: Massimo Terzi e Mauro Croce

Ciclo di incontri “Il potere del denaro”, primo appuntamento “Scopriamo le carte. Gioco d’azzardo: costi e crimine”. Al termine, gli ospiti Massimo Terzi e Mauro Croce, rispettivamente Presidente del Tribunale di Verbania e Responsabile settore educazione sanitaria Asl 14, hanno tirato le conclusioni.

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Gioco d’azzardo, tra lobby e Stato

 

di Alice Baroni e Silvia de Medici

Venerdì 8 febbraio, presso lo spazio giovani comunale Il Kantiere, si è tenuto il primo incontro del ciclo “Il potere del denaro”, organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera Vco. “Scopriamo le carte”, grazie alla presenza degli ospiti Mauro Croce, responsabile del settore Educazione Sanitaria dell’ALS 14 di Verbania, e Massimo Terzi, presidente del tribunale di Verbania, ha fornito un’interessante possibilità di riflessione sul ruolo del denaro nella nostra cultura.

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Le mani sul tavolo

di Giacomo Molinari

La sala gremita e chiassosa, percorsa da quel chiacchiericcio fitto, livido, tipico del circo politico…del complicato gioco dell’accordo fra le parti che anima ogni seduta del Consiglio Comunale.
Mozioni discusse, capigruppo dagli interventi prolissi e schermaglie fra i diversi schieramenti che più d’una volta affossano il dibattito.
A latere di tutto questo, il pubblico di aficionados che regolarmente segue i lavori dell’assemblea, cittadini che intendono vivere in prima persona la vita politica della loro città a partire dalla frequentazione dell’arena dove questa trova il suo compimento e la sua ragion d’essere, fosse solo come spettatori.
A un certo punto, la normalità della riunione del consiglio viene rotta da un evento capace di risvegliare gli animi; due capigruppo, uno di maggioranza e uno d’opposizione, hanno presentato un punto comune all’ordine del giorno. Su una tematica che, come si suol dire, scotta.

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Omegna Scavi: nella lista nera del Comitato No Expo

Tratto dal sito dell’Osservatorio di Libera Novara

di Giulia Rodari

Era solo il 13 febbraio 2012 che a Milano veniva firmato il Protocollo di legalità Expo Milano 2015, alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, del prefetto Gian Valerio Lombardi, dell’AD di Expo 2015 Giuseppe Sala. Prevede «tutte le istituzioni impegnate nella creazione di una rete di salvaguardia contro ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata nei lavori per l’Esposizione Universale». Questo, attraverso «controlli “senza limitazioni di soglie sul valore degli appalti”, obbligo di informare il Prefetto anche per contratti e sub-contratti “a cascata”, piena tracciabilità dei flussi finanziari e verifica di quelli di manodopera. E ancora obbligo di denuncia di ogni tentativo di estorsione da parte di tutte le imprese, certificazioni antimafia rilasciate dalla Prefettura per tutta la filiera, indipendentemente dalla sede della società e la presenza in tutti i contratti di una clausola risolutiva in caso di esito positivo di controlli antimafia effettuati successivamente alla firma».

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Schiave del nuovo millennio

Tratto dall’Osservatorio di Libera Novara

Galliate, a metà di una giornata ventosa. Tre ragazze, nigeriane, occupano l’inizio di una selvaggia stradina che, dalla trafficata carreggiata che da Galliate porta al Ticino e alla Lombardia, si inoltra nel parco. Il tempo di fare inversione di marcia e tornare indietro; due di loro sono sparite, lasciando una sedia di plastica sporca e un secchio capovolto.
V. ha 25 anni al massimo, è seduta ad ascoltare la musica. Veste maglia e pantaloni larghi, una spalla è scoperta dall’ampia scollatura. C., mediatrice nigeriana, è la prima a scendere dalla macchina per parlare con la sua connazionale, ma L., operatrice italiana, non resiste molto e subito scende anche lei: «ma dai, neanche un sorriso» commenta slacciando la cintura di sicurezza. E le bastano solo pochi istanti per far nascere quel sorriso, bellissimo.

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Anni ’90: i Graviano nel Vco

Dialogo con il giornalista Vincenzo Amato

Tratto dall’Osservatorio di Libera Novara

di Giulia Rodari

«Non uccise il giudice Borsellino. Era nella mia gelateria a Omegna» è il titolo dell’articolo che, uscito il 19 aprile su La Stampa Vco, raccoglie le parole di Salvatore Baiardo, palermitano per anni residente a Omegna.
Baiardo introduce nuovi elementi riguardo la presenza dei Graviano al nord, a Omegna, in particolare riguardo la strage in cui il 19 luglio 1992 morirono il giudice e la sua scorta, rivalutando il ruolo di Giuseppe Graviano, pluripregiudicato di Cosa Nostra recentemente accusato di aver anche fatto esplodere la bomba. E lo fa dalla posizione di amico, creandogli un alibi. Sostiene che, quel tragico giorno, Graviano fosse con lui, nella sua gelateria di Omegna, e che, appresa la notizia, si sarebbero diretti verso casa per vedere il telegiornale. Un posto di blocco lungo la strada sarebbe una prova della veridicità delle sue dichiarazioni. Continua a leggere

Gioco d’azzardo. Come affrontarlo?

Gioco d’azzardo: quale risoluzione per affrontare il problema?
Interviste a Mauro Croce, psicologo, psicoterapeuta e criminologo, e Marco Zacchera, sindaco di Verbania.
Il 18 maggio “E’ possibile vincere il gioco”, un evento organizzato da Libera Vco e dalle parrocchie di Verbania, richiama l’attenzione su questo dilagante problema.

Riprese e montaggio di Lorenzo Martinelli.

Basta e vinci

Da sinistra Federica di Lascio, Monsignor Guenzi, Mauro Croce ed Eugenio Bonolis

di Giacomo Molinari

Mediamente nella provincia del Vco vengono spesi annualmente 1159 euro pro capite per il gioco d’azzardo.
Cinquantaquattro locali attrezzati per l’attività, di cui nove costruiti appositamente, nel solo comune di Verbania; 7,5 per chilometro quadrato nelle zone attive.
Si, stiamo dando i numeri, ma di una ricerca effettuata dal Coordinamento provinciale di Libera VCO su una piaga sociale che affligge la nostra città e con la quale i cittadini e l’amministrazione sono chiamati a fare i conti: stiamo parlando del gioco d’azzardo realizzato tramite slot machine, la cui invasiva presenza sul territorio urbano del comune di Verbania ha fatto balzare la città e, con essa, la provincia, ai primi posti delle classifiche regionali e nazionali per numero di giocatori cronici. Con tutte le implicazioni sociali del caso.
La questione è stata posta al centro di una serata di informazione-dibattito presso “Il Chiostro – Famiglia studenti”, evento organizzato dalle parrocchie di Verbania venerdì 18 maggio invitando un pool di esperti in materia per stimolare la discussione.

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Tra illegalità diffusa e cultura mafiosa – Interviste

Quali sono i fenomeni criminali che interessano la provincia del Vco? Quali impegni deve assumersi la politica per contrastarli? E quali la società civile?
Queste le domande poste agli ospiti dell’incontro “Tra illegalità diffusa e cultura mafiosa: segni e segnali”, Massimo Terzi, Valerio Cattaneo, Maria José Fava e Domenico Rossi.