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Spettacolo di danza contemporanea “In Between”

Il percorso di eventi verso il 21 marzo continua: il coordinamento di Libera VCO propone, come secondo appuntamento, uno spettacolo di danza contemporanea sul tema della violenza di genere, dal titolo “In Between” che si terrà venerdì 17 febbraio alle ore 21 presso l’Auditorium Sant’Anna di Verbania (via Belgio, 2).

Raccontare le origini e gli sviluppi umani della violenza significa raccontare la matrice prima del potere mafioso e, più in generale, di tutte le sopraffazioni e le prepotenze che gravitano nella nostra società. Lo spettacolo (regia di Ana Continente e musiche di Gustavo Gimenez Laguardia) nasce da un’idea di Elisa Sbaragli, giovane performer e danzatrice, (coreografia e danza), in collaborazione con La Mejana, Ana Continente Danza, Centro Operativo Artistico SCIGÜL, Cuori di Donna Onlus, Servizio Antiviolenza “Giù le Mani” della Cooperativa La Bitta, tutte associazioni impegnate nella sensibilizzazzione e contrasto della violenza di genere.

Per introdurre al meglio lo spettacolo, abbiamo chiesto all’artista di raccontarci l’origine e le motivazioni che l’hanno spinta a ideare lo spettacolo. Continua a leggere

Terre di confine si incontrano: Marco Antonelli ospite a Domodossola

di Ilaria Costanzo

Si è svolto la sera di venerdì 20 gennaio, davanti ad una interessata folla di spettatori, il primo dei momenti organizzati da Libera VCO in vista del 21 Marzo, Giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si terrà, per la nostra Regione, proprio nel nostro capoluogo di Provincia.

Protagonista dell’incontro è stato Marco Antonelli, referente di Libera La Spezia e project manager presso il corso di Master in “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa.

La serata è stata una preziosa occasione di approfondimento e di analisi delle manifestazioni del fenomeno mafioso nella provincia spezzina, in cui, come ha rimarcato Antonelli, non è mai stata comminata una pena per reati di stampo mafioso. Tuttavia, da uno studio critico di alcuni episodi spia, inquadrati nel tessuto sociale della Provincia, terra di confine tra Liguria e Toscana e per questo forse più lontana dalle lenti storiche e giudiziarie, emerge una rete criminale ben intessuta, verosimilmente lontana dall’aleatorietà del crimine isolato.

Col proposito di ricostruire queste trame, il coordinamento di Libera La Spezia, incalzato dalle domande dei vari giovani incontrati nei laboratori portati avanti nelle scuole della Provincia – “Anche a la Spezia c’è la mafia?”–, ha intrapreso un percorso di studio che si è concluso con la pubblicazione di un primo fascicolo, “Una storia semplice. Pare che Sarzana è ‘ndranghetista”, in cui si cercava di ricostruire, col supporto di fonti giornalistiche e giudiziarie, la compagine criminale autoctona.

L’impegno analitico e divulgativo non si è tuttavia arrestato: di recente infatti, è uscito il libro presentato dall’autore nella Biblioteca civica domese, “Il Confine. Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”. Questo prezioso documento, scaricabile gratuitamente dal sito del Coordinamento di Libera La Spezia, analizza alcuni episodi di criminalità apparentemente scollegati, ma forieri di dati e intrecci molto interessanti per chi si appresta a studiare la realtà para-legale spezzina. L’intero approfondimento trae fondamento esclusivamente da atti pubblici e in ogni caso vagliati da giudici e inquirenti, specialmente da quelli inerenti al processo “Maglio Tre”, fino ad ora l’unico procedimento di mafia in cui compare la provincia di La Spezia.

Attraverso il racconto di alcuni episodi che hanno occupato le pagine di cronaca locale ligure, Marco Antonelli ha cercato di ripercorrere le maglie di questi fili, spesso impercettibilmente sottili, che sembrano tuttavia sufficientemente resistenti da sconfinare in altre lande provinciali ed isolate, come quelle della nostra Provincia. Interessante, in particolare, la descrizione di Francesco Nucera, curiosa figura a cavallo di queste due terre: arrestato in Val d’Ossola nel 1992 per traffico di stupefacenti, questi aveva deciso di collaborare con la giustizia, fornendo informazioni a tal punto utili da essere decisive nell’attuazione dell’Operazione Betulla, il procedimento che, nell’anno successivo, portò alle dimissioni massicce del Consiglio comunale di Domodossola. Inserito nel programma di protezione e trasferitosi ad Arco, in provincia di La Spezia, Nucera perderà la vita sei anni più tardi in un tragico quanto sospetto incidente sul lavoro.

I comuni di Sarzana e Domodossola, che per un certo curioso onore intitolano le due vie che convergono sulla piazza principale di Roghudi, presentano analogie storiche e sociologiche che meriterebbero certamente un’analisi più sistematica ed approfondita: a partire dalla componente geografica, che li vede al confine, come territori sì isolati, ma sicuramente strategici dal punto di vista delle collegamenti che offrono, si può notare una parallela – e, a tratti, comune – spirale di episodi di violenza e di racket estorsivi, oltre che un’ombra ancora troppo poco nitida di infiltrazioni nella politica locale.

Marco Antonelli, edotto dallo studio critico ed imparziale degli atti presi in analisi, ci offre uno strumento di indagine sociale di non trascurabile valore, oltre che un intelligente metodo per la sua attuazione: leggere le mafie con gli occhi di oggi, lontano dalle anacronistiche interpretazioni che giustificavano il loro radicamento al Nord sotto l’etichetta dell’ “invasione”. Per usare una metafora tanto cara a don Ciotti, come il pesce vive indisturbato nelle acque – torbide – del mare che lo circonda, così non può sopravvivere quando queste vengono a prosciugarsi.

—> Clicca qui per vedere l’intervista all’autore Marco Antonelli

Presentazione del libro “Il confine. Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”

di Gabriele Crivelli

Inizia venerdì 20 gennaio alle 21:00, presso la Biblioteca Civica “Gianfranco Contini” di Domodossola (via Rosmini 20), la serie di incontri organizzati da Libera VCO in preparazione alla “XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, la cui tradizionale marcia sarà ospitata a livello regionale a Verbania martedì 21 marzo 2017.

L’evento che inaugura questa rassegna finalizzata alla riflessione sul fenomeno mafioso vedrà come relatore Marco Antonelli, referente di Libera La Spezia, che presenterà il suo libro “Il confine. Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”, edito da Altreconomia e pubblicato nel 2016 in collaborazione con Libera Liguria. Il titolo si inserisce nella collana “Contrappunti”, promossa da Avviso Pubblico e dal Master universitario, di cui Antonelli è anche project manager e tutor, in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e delle corruzione” organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa con Libera e Avviso Pubblico. Continua a leggere

Il 21 marzo sfilerà a Verbania

Ormai è ufficiale: la “XXII edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, per la regione Piemonte, si svolgerà a Verbania il 21 marzo 2017.

Dal 2016 infatti, Libera ha scelto di celebrare questa giornata in una città di ogni regione, invece che concentrare tutti i partecipanti in un’unica città simbolica d’Italia, come secondo tradizione dal 1996. L’intento è quello di sensibilizzare ancor più capillarmente la cittadinanza locale, in attesa che si concluda l’iter di ufficializzazione della giornata da parte del Parlamento.

XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie a Torino, 21 marzo 2016

L’anno scorso per il Piemonte come città ospitante è stata designata Torino, che negli ultimi anni è stata teatro di numerose inchieste giudiziarie che hanno dimostrato l’alto livello di radicamento delle mafie nel nord Italia.

Per l’edizione del 2017, invece, la scelta della città simbolo non è stata semplice. Nella conferenza stampa tenutasi presso il Comune di Verbania venerdì 13 gennaio, Eugenio Bonolis, referente della rete provinciale di Libera VCO, ha perciò illustrato le motivazioni che hanno portato alla scelta della nostra città. Innanzitutto c’è un forte bisogno di allargarsi rispetto al capoluogo, alla grande città, per portare la riflessione sul radicamento mafioso al nord anche nelle zone che appaiono più estranee al fenomeno. Zone in cui raramente si manifestano in modo palese la mafie che minacciano o uccidono, ma che per questo non possono considerarsi immuni a tutti quei comportamenti che permettono alle mafie di esistere e sopravvivere. Si tratta dell’atteggiamento di passività, complice silenzio, cultura mafiosa che caratterizza molte province settentrionali. Continua a leggere

La resistenza di ieri, per (r)esistere oggi

di Giulia Molli

23aprile2016VilladossolaMattiello2Ha saputo catturare e mantenere viva l’attenzione del pubblico, durante tutta la durata del suo intervento, Davide Mattiello la sera del 23 Aprile, in occasione degli eventi organizzati a Villadossola per la Festa della Liberazione. 
L’onorevole, membro della Commissione Antimafia, invitato da Libera, ha voluto subito mettere in relazione Libera e il movimento partigiano e l’ha fatto raccontando la storia di Placido RizzottoPlacido Rizzotto, di origine siciliana, fu partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale; finito il conflitto tornò nella terra natìa dove, da convinto sindacalista, si impegnò in favore del movimento contadino e continuò la sua lotta nonostante le intimidazioni di Cosa Nostra, che finì con l’ucciderlo nel 1948. Per Placido Rizzotto la battaglia contro la mafia fu naturale continuazione della Resistenza, perché fu ispirata dalla stessa passione per la libertà e i diritti. Continua a leggere

Presentazione “L’onere della prova” a Villadossola

Di Giulia Molli

copertina_mattiello23aprilevilladossolaIn occasione delle celebrazioni del 25 aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, sabato 23 aprile alle ore 21, presso il Centro Museale (ex cinema) di Villadossola(via Boldrini), la sezione ANPI di Villadossola e il Presidio di Libera “R. Antiochia” di Domodossola organizzeranno una serata di divulgazione e dialogo, per fare il punto su uno dei periodi più cruciali della nostra Repubblica, il 1992, l’anno delle stragi mafiose.

A guidare la riflessione sarà l’on. Davide Mattiello, deputato parlamentare della Commissione Giustizia e della Commissione Antimafia. In particolare sarà presentato il suo libro “L’onere della prova – Stragi di mafia e politica: una questione aperta” (Melampo Editore). Continua a leggere

21 marzo 2016: si parte per Torino!

“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nasce nel 1995, fondata da Don Luigi Ciotti, e da quel momento si pone un grande obiettivo, fatto di tanti piccoli passi: la lotta contro le Mafie e contro la mentalità mafiosa. Negli anni Libera è divenuta una rete fatta di sempre più soggetti e realtà, è cresciuta di capacità e responsabilità, è cambiata di forma e struttura. Un impegno, però, non è mai mutato nel tempo, divenendo uno dei cardini di questa battaglia quotidiana: il ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il sostegno a tutti i familiari delle vittime e la ricerca costante della verità e della giustizia su tutte le vite spezzate dalla prepotenza mafiosa.

Ogni anno, dunque, si è celebrata in una grande città d’Italia una manifestazione che raccogliesse persone da tutto il paese in un unico corteo, seguito poi dalla lettura degli oltre 900 nomi delle vittime di mafia, che, purtroppo, aumentano sempre più. Un momento di fondamentale importanza, messaggio simbolico di denuncia per le verità mai scoperte (o neanche cercate) e di sostegno per tutti coloro che hanno dovuto soffrire.
Perché proprio il 21marzo?
Perché è il primo giorno di Primavera, perché è il giorno del risveglio, il giorno della speranza per un’Italia Libera dal cancro delle Mafie. Per questo motivo ogni anno si è sempre celebrata questa giornata nel sabato più vicino al 21 marzo.

21marzo2016locandinaIl 2016, però, porta vento di novità: finalmente, dopo anni di battaglie il Parlamento ha elaborato una norma che prevede l’ufficializzazione di questa giornata a livello nazionale. Rappresenta un grande risultato, anche se in attesa di essere formalizzato, ma comporta anche la necessità di fare scelte: d’ora in poi, infatti, la giornata sarà celebrata nella data esatta, che quest’anno cade di lunedì.
Per il 2016 si è scelto dunque di lanciare un messaggio ancora più forte facendo una “manifestazione diffusa”, cioè una celebrazione in ogni capoluogo di regione. Tutti i familiari delle vittime di mafia, invece, si riuniranno a Messina, città simbolica per tanti motivi: per i milioni e milioni di profughi che stanno giungendo (e morendo) sulle nostre coste; per il fatidico ponte di Messina che è destinato a unire non “due coste, ma due cosche” (citando le parole di Don Luigi Ciotti); perché la Sicilia è sempre stata una terra di fuoco, estremamente bella ma martoriata più che mai da Cosa Nostra, soprattutto negli anni dello stragismo mafioso. Continua a leggere

Libera VCO e Orme a Pieve Vergonte: “Limpida è la notte”

di Giulia Molli

13febbraioOrmeAl fine di mantenere vivo il ricordo dei partigiani caduti durante la Battaglia di Megolo del 13 febbraio 1944, il comune di Pieve Vergonte organizza una serie di iniziative di commemorazione venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 Febbraio.
In occasione dei vari incontri che si terranno, Libera VCO presenta lo spettacolo teatrale “Limpida è la notte”, della compagnia “Orme”, associazione di promozione culturale per il teatro di impegno civile.

La rappresentazione è un’elaborazione drammaturgica del libro “Loro mi cercano ancora” in cui la giornalista Manuela Mareso riporta la storia di Maria Stefanelli, testimone di giustizia con una vita travagliata alle spalle. La sua è una lunga confessione che si rivolge alla figlia per toglierla “da quel mondo” e le svela le ragioni di una vita in fuga, coi retroscena sull’organizzazione criminale calabrese, sul suo profondo radicamento a Nord e sui suoi uomini. “La famiglia di tuo padre mi ha condannato a morte, per la mia non esisto più, mi hanno rinnegata, chiamata infame, dato della pazza”; le parole che usa sono tanto forti quanto la sua energia di ribellarsi, di andare contro la ‘ndrangheta, i suoi familiari e tutto ciò che è stata costretta a subire; perchè “raccontare è necessario. Spiegare dall’interno che cos’è quel mondo. Le menti malate che lo abitano, i meccanismi che lo governano. Per imparare”, scrive, “a comprenderlo. Perché non si possa far finta di non riconoscerlo”.

“Manuela Mareso ha saputo dare le parole giuste a questa storia. Con sapienza tutta femminile il tocco della giornalista diviene racconto. Noi proviamo a dare fiato e voce a tutto questo, ponendo al centro anche qui l’amore, amore per la figlia, per la vita, per la giustizia.” Lo spettacolo teatrale si svolgerà sabato 13 febbraio alle ore 21 al Centro Culturale Massari di Pieve Vergonte.

Presentazione del dossier “Il punto cieco”

di Giulia Molli

puntocieco29012016“Il fenomeno dell’usura e del gioco d’azzardo si sviluppa e prospera in un punto cieco della nostra società”, punto cieco apparentemente invisibile, che però non è sfuggito all’Osservatorio Regionale sulla Legalità di Libera Piemonte“Il Punto Cieco” è infatti il titolo del dossier realizzato da Libera, in collaborazione con l’Osservatorio Regionale sul fenomeno dell’usura del Consiglio Regionale.

Analizzando il fenomeno della mafia in Piemonte, sono stati presi in considerazione l’usura, il racket e il gioco d’azzardo, realtà fra loro strettamente legate che spesso restano ignote perché le vittime non parlano per la paura di possibili ritorsioni. E nel silenzio generale, usura e gioco d’azzardo costituiscono invece ricche fonti di lucro per la criminalità organizzata: si calcola che in Italia il guadagno sia intorno ai venti milioni di euro distribuito tra più di cinquanta clan.

Per far conoscere e approfondire il problema, il presidio di Libera “Roberto Antiochia” di Domodossola organizza una serata venerdì 29 gennaio, alle ore 20.45 a Domodossola in Cappella Mellerio (Piazza Rovereto, 4). Presenteranno il dossier “Il Punto Cieco” Francesca Rubino, responsabile Servizio SOS Giustizia Nordovest, e Alessandro Buscaglia, componente dell’Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara.