Ora tocca a noi: XXII Commemorazione di Paolo Borsellino

di Paolo Dezuanni

La locandina del film

La locandina del film

Come ogni anno, il vasto mondo di Libera, composta da una grandissima rete di associazioni, si impegna a fondo affinché la memoria di vittime ed eroi che hanno voluto combattere la mafia non venga persa nel rapido trascorrere del tempo.
Paolo Borsellino rappresenta una figura determinante nella storia del nostro paese, una persona dotata di valori essenziali da cui noi tutti dovremmo prendere esempio: senza desistere sotto le pressioni della magistratura, il giudice seguì le tracce del proprio amico e collega Giovanni Falcone, lottando strenuamente contro le ingiustizie e i traffici loschi della mafia siciliana. Per questo, perse la vita in via d’Amelio, il 19 Luglio 1992.
E affinché le sue idee, i suoi ideali e il suo coraggio possano insegnarci ancora a non arrenderci e a non soccombere sotto l’ingiustizia, è giusto ricordare Paolo Borsellino ogni anno, raccontando e ricordando tutto ciò che ha compiuto, anche per noi.

La “FestAmbiente”, svoltasi al Circolo Arci di Baveno nel weekend dal 18 al 20 luglio, è stata l’occasione perfetta per una degna commemorazione al magistrato.
L’iniziativa comprendeva tre serate di festa, con cena e attività musicali e culturali organizzati dallo staff del Circolo Brutto Anatroccolo di Legambiente, volte a incentivare e sensibilizzare la cittadinanza verso la coscienza ecologica e il risparmio energetico.

Foto di Antonio Del Gaudio

Foto di Antonio Del Gaudio

Infatti, intorno alle 21.00 di venerdì 18, i ragazzi di Libera hanno proiettato il film “I 57 giorni”, dedicato, appunto, a Paolo Borsellino.
La visione del lungometraggio è stata introdotta da un breve ma intenso discorso di Carlotta Bartolucci, la referente del Presidio Giorgio Ambrosoli di Verbania, che, facendo riferimento ai valori e alle opere coraggiose dei giudici Falcone e Borsellino, ma anche di molti altri, ha ricordato e tutti i presenti i compiti di Libera, di che cosa si occupa e come agisce sul territorio.
Ha infatti spiegato che, oltre a ricordare le vittime di mafia negli anniversari della loro morte, Libera è fondamentale in quanto si occupa di fare antimafia sociale, diffondendo informazioni e cultura, affinché ogni persona possa sapere esattamente come si svolge la lotta alla mafia, diminuendo così il potere della mafia stessa sul territorio. Infatti, le attività di carattere mafioso prolificano di zone con poca diffusione di informazioni.

“Dobbiamo liberarci di questa mafiosità, di questo pensare mafioso. È più comodo chiudere gli occhi, oppure offrire un piccolo aiuto, magari in cambio di un piccolo tornaconto personale. È più facile, ma non è giusto.”
Con queste parole Carlotta, riprendendo le idee di Rita Atria, ha approfondito il vero significato di Libera: eliminare la mafia “dentro di noi”, mettendoci in prima linea, opponendoci, nel nostro piccolo, alle ingiustizie che ci circondano, che ci opprimono, che ci impediscono di vivere liberi.

Libera non agisce in modo da compiere azioni sempre visibili, che suscitino scalpore; Libera si occupa di educare l’Italia, ogni cittadino, per evitare che il “non sapere” alimenti quel circuito di violenza e ingiustizia che, nascosto agli occhi dei più, ci fa del male.

“Paolo Borsellino era un grande magistrato: ora tocca a noi.”

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