Fantasia e creatività contro le mafie

Cronache dal terzo raduno regionale dei giovani di Libera Piemonte

Cascina Arzilla, Volvera (TO)

Cascina Arzilla, Volvera (TO)

Si è concluso domenica 15 giugno il terzo raduno regionale dei giovani di Libera Piemonte. Un raduno che è stato vissuto da tutti, come sempre, come una preziosa occasione di incontro, di condivisione e di conoscenza. Infatti, i 60 partecipanti, tutti provenienti dai vari presidi sparsi per il Piemonte, hanno trascorso tre giorni vivendo praticamente insieme, accampati con le tende e dividendosi i compiti per prendersi cura del luogo in cui si trovavano. Sì, perché quest’anno anche il dove veniva svolto il raduno ha avuto un significato ancora più forte: i giovani piemontesi di Libera si sono trovati a Cascina Arzilla, un bene confiscato alla mafia, localizzato a Volvera (TO). Questo casolare, oltre che essere circondato da un bellissimo giardino, è stato intitolato a due giovani che, come (purtroppo) tanti altri, hanno visto la loro vita brutalmente rovinata e distrutta dalla violenza mafiosa: Rita Atria e Antonio Landieri, morti rispettivamente nel 1992 e nel 2004.

In questo clima di rispettosa e profonda memoria, il gruppo dei giovani ha potuto riflettere su quanti e quali strumenti di cui Libera si può avvalere per portare avanti la sua missione di antimafia sociale, di legalità e di rispetto nei vari territori. Numerosi e arricchenti gli spunti che sono stati portati sul tavolo: dalle carovane antimafia al teatro come impegno civile, dalla musica ai nuovi media (blog, social network e video), al giornalismo in cui hanno presenziato Giuseppe Legato e Elena Ciccarello. A guidare le riflessioni sono stati presenti relatori come la presidente di Orme Nadia Bertuglia, il membro della Commissione Parlamentare Antimafia Davide Mattiello e l’ufficio stampa di Libera Piemonte nelle figure di Davide Pecorelli, Christian Nasi e Marco Stranisci.

Raduno Piemonte 2014_fotogallery.04I ragazzi del presidio Giorgio Ambrosoli di Verbania hanno commentato questa esperienza. Matilde, ad esempio, racconta:
«di questa esperienza ho apprezzato soprattutto il fatto che non è stata fine a se stessa, ma mi è servita per la vita, mi ha offerto molti spunti, proprio ora che mi trovo in un momento di scelta per il mio futuro; un’occasione del genere servirebbe a tutti. È stato bello accorgersi di altre persone che hanno dedicato la propria vita alla lotta alla mafia e combattono ogni giorno, ma forse questo all’opinione pubblica non arriva. Durante un incontro di questi tre giorni mi ha colpito soprattutto l’esperienza di alcuni giornalisti, la loro scelta in certe occasioni di arrivare a non raccontare alcuni fatti per paura di mettere a rischio la propria vita, mi ha fatto capire che tutto questo, la lotta alla mafia, non è un gioco».
«E’ stato illuminante» commenta Samuele. Anche Valeria si mostra contenta: «mi è piaciuto il clima tra i vari componenti, la voglia di acquisire nozioni, la voglia di partecipare che non mancava a nessuno di noi e inoltre sono stata molto soddisfatta dell’organizzazione». Secondo Claudia, che come altri ha vissuto per la prima volta il raduno,
«è stato incredibile conoscere così tanti ragazzi che come noi hanno a cuore Libera, ho capito che non siamo soli, anzi ho iniziato a farmi un’idea di quante siano le associazioni e le persone che ogni giorno, in modi diversi, combattono la mafia; è stata un’esperienza arricchente, che porterò sempre con me, ora ho davvero capito quanto sia importante “fare rete”, conoscersi, scambiarsi idee, portare la propria creatività, creare legami in questa lotta che ci accomuna tutti».
Infine Carlotta, referente del presidio, ha espresso il suo punto di vista:
«questo raduno giunge al momento giusto per il nostro lavoro di presidio. È stata un’esperienza diversa, ci siamo ricaricati stando insieme, conoscendoci, divertendoci. È stato davvero prezioso, ha portato nuovi stimoli, impulsi, idee, testimonianze che sicuramente aiuteranno il presidio, che dopo questa esperienza potrebbe intraprendere un percorso diverso, più attivo e protagonista nel territorio di Verbania».

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