Tanti volti, un unico Impegno

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Foto di Rachele Dalla Savina

di Chiara di Mauro e Silvia Giudici

Per la prima volta, anche la città di Omegna ha avuto il piacere di ospitare l’annuale fiaccolata organizzata da Libera, come evento per celebrare la Giornata della Memoria e dell’Impegno. La manifestazione ha avuto luogo venerdì 28 Marzo con partenza dal Forum. Il corteo, tra cui spiccavano le numerose bandiere coi colori di Libera, ha poi percorso le principali strade della città cusiana, fino a raggiungere la piattaforma sul lago dalla quale sono stati letti i circa novecento nomi degli innocenti a cui la mafia ha tolto la vita.

A presenziare la fiaccolata ci sono stati sia i sindaci di alcuni comuni della provincia, che le forze dell’ordine, insieme ai volontari della Protezione Civile e, infine, i membri dell’Associazione Nazionali Partigiani d’Italia. Anche molti giovani hanno aderito all’iniziativa, oltre ai ragazzi già impegnati nell’associazione: hanno partecipato i gruppi dei boy-scout e di alcune scuole della zona, animando il corteo con canti e slogan pieni di positività.

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Foto di Rachele Dalla Savina

L’iniziativa di situare la fiaccolata in onore e in ricordo delle vittime di mafia proprio a Omegna è stata pensata in quanto in questa città ormai Libera opera attivamente, supportata dal Comune e dal Sindaco Mellano che, come ringraziamento da parte di Libera per il successo del progetto, ha avuto l’onore di iniziare la lettura dei nomi a partire dalla prima vittima di mafia accertata, Emanuele Notarbartolo, ucciso dalla mafia nel 1893.

Una volta iniziata la lettura, il corteo è rimasto ad ascoltare i nomi fino alla fine, senza parlare. L’emozione che si sentiva in quel momento era indescrivibile, un misto di tenerezza, compassione, ma soprattutto disorientamento; sbalordimento di una lista infinita, composta da vittime innocenti che sono state sconfitte dalla mafia, un’entità criminale che, in tutti questi anni, ha continuato incessantemente a uccidere, persino ora, nel 2014.
Quasi sicuramente un pensiero è balzato nella testa di chi ascoltava attonito: questa lista non deve più crescere, deve fermarsi qui. E perché questo avvenga, i cittadini devono ogni giorno lottare per un Mondo più giusto, ma soprattutto senza più mafia contro cui lottare.

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