Antimafia significa…

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Il procuratore Giancarlo Caselli e il sindaco Adelaide Mellano

di Annabelle Corrado e Chiara Di Mauro

Venerdì 7 marzo al Cinema Sociale di Omegna si è tenuto l’incontro con il procuratore Gian Carlo Caselli, ex magistrato dell’antimafia “con la A maiuscola”. La serata ha avuto inizio con l’introduzione da parte di Maria Adelaide Mellano, Sindaco di Omegna, e di Eugenio Bonolis, referente del coordinamento provinciale Libera VCO.
Su sollecito del secondo, la conferenza di Giancarlo Caselli si è svolta su tre punti principali.

La complessa differenza tra il terrorismo, fenomeno che il nostro Paese è riuscito a sconfiggere, e la mafia, che ancora oggi opera indisturbata nel nostro territorio. Cosa ci ha spinto a combattere e debellare solo il primo fenomeno? Qual è stato il meccanismo che ha permesso di cancellare totalmente i gruppi delle brigate rosse e nere? La risposta sta proprio nella società civile. Nel caso del terrorismo, e solo in quello, è stato il suo riconoscimento da parte dei cittadini come un nemico che andava ad intaccare i diritti di tutti, anche di chi non era coinvolto direttamente. Mentre per la mafia non è stato così, nonostante anche questo tipo di organizzazione uccida, rubi, minacci, calpesti e rovini la vita di ognuno, inquinando il sistema economico, politico, lavorativo e sociale. Il nostro Paese, quindi, non ha ancora riconosciuto le mafie come nemico comune e, di conseguenza, non si è ancora coordinato, in tutte le sue parti, partendo dalla società civile, per combatterle.

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Il procuratore ha proseguito con una breve ricostruzione storica dello sviluppo della mafia a partire dalla sua “nascita” e del movimento antimafia. Facendo molti riferimenti all’operato straordinario dei giudici Falcone e Borsellino, ha affermato come, attraverso il mantenimento del loro metodo di lavoro, questo Paese avrebbe veramente sconfitto la mafia.

La conclusione si è concentrata sulla mafia del presente, che opera non solo nel Mezzogiorno ma anche in Italia centro-settentrionale. Si occupa di traffico di droga e di armi, gioco d’azzardo, appalti e riciclaggio; ma non solo. La mafia è anche uno scambio di favori, subdole alleanze e relazioni; i “giochi” della cosiddetta “zona grigia”, ed è per questo così difficile da sdradicare. Durante l’arco della conferenza Caselli ha provocato la sensibilità del pubblico con una frase, “La mafia è dentro di noi”, sicuramente uno spunto di riflessione per chi l’ha colta.

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