“Semi di giustizia, fiori di corresponsabilità”

di Valentina Aiello

21 marzo 2013, Firenze. XVIII Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
In occasione di questa ricorrenza, come da diciott’anni a questa parte, Libera si mobilita per coinvolgere e far fluire più persone possibili nella principale piazza di Firenze.

Come partecipare
Come tutti i presidi e coordinamenti d’Italia, anche Libera VCO ha cominciato a raccogliere le iscrizioni per partecipare alla manifestazione, la quale comporta un costo di 30 euro a persona, andata e ritorno in bus. Per i partecipanti minorenni è richiesta la compilazione da parte dei genitori di una liberatoria all’adesione, compilando il seguente modulo.
Le iscrizioni, aperte il 15 gennaio, termineranno il 22 febbraio. Per confermare l’adesione occorre versare la quota entro il 21 febbraio: in caso contrario decadrà la validità dell’iscrizione.
Per quanto riguarda la provincia del VCO, si può aderire compilando il form per adesioni singole sul sito di Libera Piemonte e consegnare la somma presso il coordinamento provinciale di Libera VCO, contattabile via mail all’indirizzo [email protected]. Per l’adesione di classi, clan scout, associazioni, ci si può rivolgere direttamente al coordinamento, fornendo i nominativi e i dati richiesti dal form di tutti i partecipanti, incluse le liberatorie per i minorenni.
Il programma, ancora non totalmente delineato, prevede la partenza in bus nella notte tra il 15 e il 16 marzo, per ripartire dopo la conclusione della manifestazione (ipoteticamente verso le ore 20).

Perché partecipare
Il 21 Marzo è una giornata importante: coinvolge a livello nazionale tutti i cittadini italiani che, insieme, si ritrovano per ricordare, nome per nome, tutte le oltre 800 vittime innocenti morte a cause delle mafie italiane. Quest’anno la manifestazione avverrà a Firenze, in quanto sarà la ricorrenza del trentennale della strage che vide la morte di ben cinque persone in via dei Georgofili, nel maggio 1993, e di cui non si sanno ancora né chi furono gli attentatori né i mandanti. Ecco perché è importante ricordare. A distanza di trent’anni non vi è ancora alcuna verità che dia loro dignità: senza una memoria che perduri nel tempo, senza un’attenzione speciale, basterebbe veramente poco perché passino gli anni senza che si arrivi mai alla piena conoscenza di ciò che è stato. E, se non ci fosse memoria, tutto sprofonderebbe nell’indifferenza generale. Dunque, solo continuando a ricordare, solo continuando a cercare e pretendere di conoscere, è possibile concentrare il nostro Impegno nel tentativo di raggiungere, un giorno, la più grande conquista: il poter ammettere che “il cambiamento”, in Italia, lo vogliamo in tanti.

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