Questi “nostri” vent’anni

Cronache dal terzo Raduno nazionale dei Giovani di Libera.

alcuni partecipanti al termine del Raduno – foto tratta da Libera.it

di Giacomo Molinari

Vent’anni, nel grande percorso della Storia con la “S” maiuscola, sono un periodo di tempo irrisorio. Meno della tenuta di qualsiasi impero, meno della durata della vita politica di alcuni personaggi, meno della longevità di ogni sistema di governo.
Eppure, ogni tanto si verificano quelle strane convergenze di interessi che fanno si che una stagione così breve lasci, nel bene e nel male, segni indelebili nella vita di un Paese; spinte radicali capaci di modificare assetti considerati immutabili, costringendoci a ripensare il nostro vivere comune in relazione a eventi che nessuno poteva (o voleva) prevedere.

Per questo motivo, “Vent’anni” è stato il titolo (e il tema) scelto da Libera per il suo terzo Raduno nazionale dei Giovani del movimento; una volontà consapevole di incentrare le attività del campo sull’analisi del periodo delle stragi e di Tangentopoli, i turbolenti anni che hanno visto la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica e del sistema politico nel quale molti dei ragazzi del network sono nati e cresciuti.
Perché vent’anni è anche l’età media dei giovani militanti del movimento, che si sono dati appuntamento per cinque giorni al Villaggio della Legalità “Serafino Famà” di Borgo Sabotino, in provincia di Latina, per conoscersi, studiare e riflettere insieme sul periodo che ha portato alla nascita dell’associazione – come ricordato da don Luigi Ciotti nella sua relazione – e sul risvolto che quegli eventi mai chiariti hanno tuttora nella vita politica italiana.
Numerosi gli spunti e le occasioni di confronto vissute, dall’incontro con magistrati come Giancarlo Caselli e Alfonso Sabella o giornalisti come Attilio Bolzoni e Nando dalla Chiesa sono scaturiti lavori di gruppo nei quali i ragazzi si sono confrontati fra loro. Partendo dalle riflessioni sugli interventi ascoltati sono giunti all’analisi delle loro esperienze nei rispettivi territori e vivendo nella quotidianità della settimana il grande spirito di unità che anima la rete per ritrovarsi parte attiva di un grande progetto comune.

Un raduno, quindi, che si è distinto dagli altri due che l’hanno preceduto per il livello di formazione e studio, molto approfondito, e la conseguente attualità delle riflessioni portate avanti dai radunanti, dai quali è emersa forte la volontà di dare continuità politica a un momento annuale che di volta in volta si struttura come appuntamento sempre più irrinunciabile per Libera. Il vero punto di svolta fra un anno di lavoro e il successivo, incentrato sui giovani, è la scommessa del presente e del futuro del movimento e della battaglia da esso portata avanti.
Questa, ricade sempre più sulle spalle delle giovani generazioni che, con risposte come questa, dimostrano di poterla portare avanti con il coraggio e l’umiltà necessarie a realizzare il cambiamento radicale che tanto cerchiamo in questo Paese.

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